‘Mettete casi Covid nelle case per Anziani?’ La scelta che imbarazza il Pd

A Cremona boom di decessi nelle case di riposo. Perquisizioni nelle Rsa, indagano le procure. Il caso dell’azienda del Comune dem: ospitati i pazienti Covid esterni

Scelta che sta imbarazzando il PD
Se venisse confermata sarebbe una bella gatta da pelare per il partito di Zingaretti.

Si scoprono ogni giorno cose nuove su questa situazione.
Come ci è arrivato il covid nelle RSA?

Su il Giornale leggiamo che:

Anche una struttura di Cremona ha accolto pazienti Covid-19 dimessi dagli ospedali lombardi. Detta così può sembrare una storia come un’altra, forse simile all’ormai noto “Pio Albergo Trivulzio”, se non fosse che la Cremona Solidale è un’Azienda speciale comunale il cui Cda viene nominato dal primo cittadino sostenuto dal Pd.

E se non fosse che il sindaco in questione si chiama Gianluca Galimberti, esponente di rilievo del centrosinistra regionale, tra i firmatari ad inizio aprile di una lettera di fuoco contro Attilio Fontana e la gestione lombarda dell’emergenza.

La vicenda ha origine dalla deliberazione emessa dalla Regione Lombardia l’8 marzo di quest’anno, nel pieno del collasso ospedaliero da coronavirus. Per alleggerire la pressione sui nosocomi, il Pirellone chiede ad Rsa e strutture sanitarie (su base volontaria) di istituire reparti appositi in cui ospitare pazienti stabilizzati in via di guarigione. La nota passa sotto traccia finché non esplode il caso della Baggina (è il 4 aprile) e la giunta viene accusata di aver spedito infetti al fianco degli anziani, provocando l’ingresso del virus nelle strutture assistenziali. Tra i più critici c’è ovviamente il Pd locale, che cavalca la polemica e per bocca del segretario regionale, Vinicio Peluffo, afferma: “È stato come buttare un cerino in un pagliaio”. In pratica una strage.

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