Nell’unica azienda italiana che produce ventilatori si lavora come in guerra. La richiesta di Conte e i dettagli.

L’obbligo di restare a casa non è per tutti. C’è, infatti, chi ogni mattina deve andare a lavorare per salvare le vite degli altri.

Tra questi ci sono anche gli operai della fabbrica di Valsamoggia, alle porte di Bologna, che produce un bene cruciale per la lotta alla Covid-19: i ventilatori polmonari, fondamentali nelle terapie intensive.

«Da questo lunedì i militari entreranno a far parte del nostro organico», spiega il direttore generale di Siare Engineering. I vertici dell’azienda sono stati convocati una settimana fa dal premier Giuseppe Conte per un incontro con la Protezione civile, e da qui è nato un piano straordinario per triplicare la produzione e reggere all’emergenza: dagli attuali 160 respiratori al mese a 500, fino a raggiungere il totale di 2.000. Per tenere questi ritmi entreranno in azione, a supporto, anche 25 tecnici dell’esercito.

Il direttore fa anche sapere che, per far fronte alla richiesta del governo, l’azienda ha rinunciato a rifornire clienti della Corea del Sud, Vietnam, India e Thailandia.

Inoltre, se il valore di mercato è 17mila euro a unità, il prezzo per la protezione civile scenderà a 10mila.

Fonte: Leggo

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