Conte vs Salvini: “scarsa cultura delle regole e mancanza di rispetto delle istituzioni”. E’ scontro in Aula.

Sul caso Mes il premier Conte è stato costretto a conferire in Parlamento, dove ha dovuto affrontare gli insulti della Lega e dei membri di Fratelli d’Italia.

Date le ragioni per le quali il caso è scoppiato, il presidente del Consiglio ha rivolto la sua risposta principalmente ai segretari dei due partiti citati.

Così l’affondo contro Salvini: “Se queste accuse non avessero fondamento e anzi fosse dimostrato che chi le ha mosse era ben consapevole della loro falsità, avremmo la prova che chi ora è all’opposizione e si è candidato a governare il Paese con pieni poteri, sta dando prova, e purtroppo non sarebbe la prima volta, di scarsa cultura delle regole e della più assoluta mancanza di rispetto delle istituzioni”.

Affondo che è proseguito anche nei confronti di Giorgia Meloni, per la quale Conte ha usato i medesimi toni: “Pur di attaccare la mia persona e il Governo non ci si è fatti scrupolo (e mi sono sorpreso, se posso dirlo, non della condotta del senatore Salvini, la cui disinvoltura a restituire la verità e la cui resistenza a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni) di diffondere notizie allarmistiche, palesemente false, che hanno destato preoccupazione nei cittadini e, in particolare, nei risparmiatori”.

Come riportato da Il Giornale, poi Conte ha fatto chiarezza sul noto e dibattuto Mes: il premier sottoliena che il dibattito sul nuovo patto in Ue si è svolto in condivisione con il Consiglio dei Ministri. Poi il presidente del Consiglio ha anche ricordato che questo accordo sul Fondo Salva-Stati è da considerarsi incompleto.

E nello specifico dice: “Mi sembra quasi superfluo confermare a quest’Aula un fatto di tutta evidenza, ossia che nè da parte mia nè da parte di alcun membro del mio Governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto: nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei Paesi europei”.

Il presidente del Consiglio, infine, si è rivolto al Parlamento:

“Auspico che il Parlamento con la sua autorevolezza e in virtù della sua legittimazione democratica, contribuisca a portare in Europa la voce di un Paese forte e coeso, che si impegna a rafforzare le istituzioni europee secondo un piano che, nel rispetto del nostro interesse nazionale, conduca ad una architettura più robusta e una equilibrata condivisione dei rischi, che avrebbe quale effetto finale quello di ridurli per tutti”.

L’intervento del premier è stato accompagnato da un lungo applauso della maggioranza, con tutti i deputati in piedi.

Dai banchi della Lega e di FdI, invece, dopo le numerose interruzioni, è arrivato il silenzio.

Fonte: IlGiornale