Conte zittisce la Lega in Parlamento e prova l’infondatezza delle accuse sul fondo SalvaStati.

Sul caso Mes adesso Conte riferisce in Parlamento, in seguito ai duri attacchi ricevui da Lega e Fratelli d’Italia.

I partiti di Salivni e Meloni hanno accusato il premier di aver dato vita ad un attentato contro la Costituzione e di aver tradito la patria.

Ma la risposta di Conte, altrettando dura, ha fatto scoppiare la bufera in Aula, per la quale si è reso necessario l’intervento di Roberto Fico.

Dai banchi leghisi, infatti, si sono alzati cori contro il premier piuttosto gravi: “piantala, ora basta, vergognati”.

Di seguito la posizione assunta da Conte:

 “Non posso nascondere che questa mia informativa non può essere degradata a un ordinario momento della fisiologica interlocuzione tra governo e Parlamento ma è un passaggio che assume un rilievo particolare”.

E su chi ha chiesto un passo indietro del premier per le sue manovre pro-Mes che vanno a ridisegnare il patto sul fondo Salva Stati in Europa, ha affermato:

“Se fosse vero che ho tradito e che sono uno spergiuro dovrei rassegnare subito le dimissioni”.

Poi l’affondo contro Salvini: “Se queste accuse non avessero fondamento e anzi fosse dimostrato che chi le ha mosse era ben consapevole della loro falsità, avremmo la prova che chi ora è all’opposizione e si è candidato a governare il Paese con pieni poteri, sta dando prova, e purtroppo non sarebbe la prima volta, di scarsa cultura delle regole e della più assoluta mancanza di rispetto delle istituzioni”.

Affondo che è proseguito anche nei confronti di Giorgia Meloni, per la quale Conte ha usato i medesimi toni: “Pur di attaccare la mia persona e il Governo non ci si è fatti scrupolo (e mi sono sorpreso, se posso dirlo, non della condotta del senatore Salvini, la cui disinvoltura a restituire la verità e la cui resistenza a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni) di diffondere notizie allarmistiche, palesemente false, che hanno destato preoccupazione nei cittadini e, in particolare, nei risparmiatori”.

Come riportato da Il Giornale, poi Conte ha fatto chiarezza sul noto e dibattuto Mes: il premier sottoliena che il dibattito sul nuovo patto in Ue si è svolto in condivisione con il Consiglio dei Ministri. Poi il presidente del Consiglio ha anche ricordato che questo accordo sul Fondo Salva-Stati è da considerarsi incompleto.

E nello specifico dice: “Mi sembra quasi superfluo confermare a quest’Aula un fatto di tutta evidenza, ossia che nè da parte mia nè da parte di alcun membro del mio Governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto: nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei Paesi europei”.

Il presidente del Consiglio, infine, si è rivolto al Parlamento:

“Auspico che il Parlamento con la sua autorevolezza e in virtù della sua legittimazione democratica, contribuisca a portare in Europa la voce di un Paese forte e coeso, che si impegna a rafforzare le istituzioni europee secondo un piano che, nel rispetto del nostro interesse nazionale, conduca ad una architettura più robusta e una equilibrata condivisione dei rischi, che avrebbe quale effetto finale quello di ridurli per tutti”.

L’intervento del premier è stato accompagnato da un lungo applauso della maggioranza, con tutti i deputati in piedi.

Dai banchi della Lega e di FdI, invece, dopo le numerose interruzioni, è arrivato il silenzio.

Fonte: IlGiornale

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