Conte, mossa pro-migranti: non firmerà divieti per le Ong. La bomba sul nuovo governo.

L’arrivo del Partito Democratico al governo determinerà diversi cambiamenti, soprattutto in materia di immigrazione.

Se fino a qualche ora fa, infatti, la linea dura di Salvini non era contestata, ora pare che si inizi a discutere delle possibili modifiche ai Dl Sicurezza e Sicurezza Bis.

Per il momento non ci sono grandi certezze circa l’arrivo di Luciana Lamorgese al Viminale, ma in passato, da prefetto di Milano, ha diverse volte bacchettato i sindaci leghisti ed è probabile che qualche contentino al Pd lo possa dare.

Ricordiamo che Orfini sta già facendo pressioni per modificare il Decreto sicurezza.

Intanto sono arrivate le prime lamentele della Alan Kurdi, Ong alla quale l’ingresso nelle acque territoriali italiane resta ancora precluso:

Il cambio di esecutivo non sembra aver cambiato in nulla la situazione dei naufraghi raccolti dalla Alan Kurdi, cui continua a essere impedito sia lo sbarco a Malta, sia quello in Italia – lamenta l’Ong – Non sappiamo se la situazione si sbloccherà nelle prossime ore o, come in molti casi precedenti, proseguirà ancora per diversi giorni, portando i naufraghi e il personale allo stremo”. La speranza dei solidali della Ong è che vengano modificate le leggi, altrimenti “questo divieto continuerà a essere imposto, anche senza Salvini al Viminale” e sperano in una “rapida inversione di rotta”.

Il Messaggero, però, riporta tutt’altre intenzioni da parte di Conte: smontare pezzo per pezzo quanto fatto dalla Lega.

In che modo? Non firmando i divieti d’ingresso. Il quotidiano romano sottolinea, infatti, che per quanto i decreti possano essere ancora in vigore, per impedire ad una nave di entrare servono le firme di tre ministri: Viminale, Difesa e Mit.

Il Messaggero sottolinea ancora che “i divieti di ingresso per le navi piene di profughi, motivati con il pericolo di infiltrazioni terroristiche, non arriveranno più”.

Per il resto, chiaramente, occorreranno tempo e prudenza. D’altra parte, stando ai sondaggi, solo l’11% degli italiani vuoe cambiare le modalità di accoglienza…e Conte lo sa bene.

Fonte: IlGiornale

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