La resa del M5s: “il Pd gestirà tutte le questioni europee” parlano i grillini delusi.

Il governo giallo-rosso ha giurato ed è pronto ad iniziare.

Intanto, però, i malumori si moltiplicano tra le file pentastellate, come ha fatto chiaramente capire Ignazio Corrao.

Lui, insieme a Barillari, Paragone e altri, teme che il Pd abbia stretto troppo i suoi tentacoli attorno al collo del Movimento 5 stelle.

Il problema non è solo Bibbiano, ma anche la distribuzione dei ministeri che, per molti, ha fatto guadagnare solo Zingaretti.

Una cosa è certa: l’aria nel movimento è cambiata e si è spostata più a sinistra.

Basta leggere le parole dell’eurodeputato Piernicola Pedicini: “Siamo costretti ad assistere inermi alla consegna dell’Italia al Pd in Europa, alla consegna dell’Italia ai signori dell’austerità, ai signori dei meccanismi europei che hanno strangolato le nostre attività produttive, le nostre piccole e medie imprese, e il Sud”. Ignazio Corrao è più o meno della stessa idea, convinto che questo sia un governo con l’unico scopo “di far scomparire l’identità” grillina.

Il lungo post di Ignazio Corrao è piuttosto esaustivo sull’argomento e sta facendo il giro tra gli scontenti.

Se questo governo dovesse cadere dopodomani lui rimarrà in carica per i prossimi lunghi 5 anni e avrà sempre un peso negoziale fondamentale per l’Italia”, fa notare Corrao.

L’ex premier Gentiloni e la sua nomina come Commissario europeo ha lasciato tutti sbigottiti.

E stando alle attente riflessioni de Il Giornale, delle questioni europee se ne occuperà prettamente il Partito democratico. Difatti, Gentiloni a Bruxelles incontrerà David Sassoli, il presidente dell’europarlamento.

Poi il ministro con la delega agli affari europei è Vincenzo Amendola, altro esponente del Pd. E’ facile intuire, dunque, che le questioni economiche che riguarderanno l’Europa saranno totalmente gestite in famiglia.

E, come spiega Corrao, il ministro del Tesoro sarà Gualtieri, “anche lui esponente del Pd di lungo corso e presidente uscente della commissione economica del parlamento europeo, sempre ben vicino alle peggiori politiche di austerità dettate dalla Commissione Europea, dalla BCE e dal Fondo Monetario Internazionale”.

E così “si completa la casella Bruxelles che garantisce che da nessun ministero si muoverà un euro se non adeguatamente concertato con le istituzioni europee“. Tradotto: “Il Pd ha praticamente lottizzato tutto ciò che ha rilevanza europea”.

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Fonte: IlGiornale

Foto credit: IlGiornale