Così i vescovi dettano la linea accoglienza: via decreto bis. Accogliamo.

A meno che non ci siano clamorosi sviluppi nei prossimi gioni, l’esecutivo giallo-rosso può ritenersi cosa fatta.

A cambiare, chiaramente, non sarà soltanto il colore del governo (da giallo-verde a giallo-rosso), ma anche il suo indirizzo politico.

Uno dei temi che più premono al Partito Democratico è l’immigrazione incontrollata, a cui Salvini ha provato a porre fine.

La pacifica convivenza tra dem e pentastellati dovrà basarsi su punti imprescendibili per i piddini, come ha fatto facilmente intuire l’ex senatore Pd Luigi Manconi su Repubblica.

Per l’ex senatore la discontinuità “esige già da subito segnali inequivocabili. E i tempi dei grandi processi economico-sociali, come l’immigrazione, sono assai più rapidi e incalzanti di quelli richiesti dalle mosse (felpate fino a essere flosce) necessarie per la costituzione del nuovo esecutivo. Anche perché la sofferenza umana arriva a bussare alla nostra porta con tutta l’urgenza dei corpi stremati e torturati”.

Manconi ha ribadito il concetto dichiarando che “serve una svolta vera. A partire da una intelligente politica per l’immigrazione che consenta di aprire subito e in misura adeguata alle nostre possibilità vie di ingresso legali in Italia e quindi in Europa. Dunque, una rottura col passato, e non solo con quello rappresentato dagli ultimi 14 mesi di governo gialloverde. Su questo – come sull’ambiente, sull’economia e sulla giustizia – verrà valutata la scelta di governo del Pd”.

Intanto, però, anche il giornale dei vescovi ha invocato “scelte nuove per governare le migrazioni”. Borgonovo de La Verità, dalla sua analisi, fa intuire la chiara linea dettata da Avvenire.

Il giornale in questione parla di “scelte nuove per governare le migrazioni”. Ha scritto Ambrosini che “emerge l’attesa di politiche nuove, con la domanda di esplicita “discontinuità” con il precedente esecutivo. Se c’è un tema in cui la novità dovrebbe subito tradursi in fatti concreti, è quello delle politiche migratorie. Proprio perché sull’invasione immaginaria di migranti provenienti dall’Africa il populismo sovranista ha impostato e imposto per mesi la sua agenda, occorre ora una svolta netta. Ancora più a fondo, avendo questa narrazione pervasiva e persino ossessiva intossicato l’anima del nostro Paese con discorsi di odio e discriminazione, serve un messaggio radicalmente diverso”.

Il giornale cattolico, inoltre, vuole una legge sulla cittadinanza facile, lo Ius Culturae, ossia sul ruolo della scuola come “fabbrica” dei futuri cittadini.

Presto il decreto salviniano sarà solo un vecchio ricordo? I presupposti affinchè lo diventi…ci sono tutti.

Fonte: IlGiornale

Foto credit: IlGiornale