Crisi di governo, Salvini a Conte: “la maggioranza non c’è più, si va al voto”.

La crisi del governo gialloverde viene annunciata con infondatezza da mesi. Ma, questa volta, ad aprirla è proprio il ministro degli Interni.

Dopo una giornata ricca di colloqui tra Mattarella e il premier e tra quest’ultimo e i due leader della maggioranza, il segretario del Carroccio ha deciso di mettere un punto all’esperienza dell’esecutivo Lega-M5s:

“Inutile andare avanti a colpi di no e di litigi, come nelle ultime settimane, gli italiani hanno bisogno di un governo che faccia. Niente governi tecnici, subito alle elezioni”.

Il premier Conte ha subito replicato: “Il ministro dell’Interno venga in Parlamento a spiegare i motivi della crisi. Il governo ha lavorato, non era in spiaggia”.

Con un comunicato di cinque righe Slvini ha dichiarato la possibilità di far cadere il governo nato 14 mesi fa, dimostrandosi pronto a rompere l’alleanza con il Movimento 5 stelle.

Ed è proprio questo annuncio ad indurre la conferenza stampa di Conte, necessaria per rispondere alla polemica avviata da Salvini: “Non permetterò più la narrativa di un governo dei no: questo governo ha sempre parlato poco e lavorato molto. Non era in spiaggia“.

Ieri è stata una giornata ricca di sviluppi, tant’è che dopo un confronto tra i due di un’ora e mezza, Salvini ha parlato direttamente agli italiani, comunicando le intenzioni:

Non vogliamo poltrone o ministri in più, non vogliamo rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo (che ha fatto tante cose buone) ci sono solo le elezioni. L’ho ribadito oggi al presidente Conte: andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav e dai ripetuti insulti a me e alla Lega da parte degli ‘alleati’ (tra virgolette ndr), e restituiamo velocemente la parola agli elettori”, ha detto Salvini.

Intanto Mattarella, dopo aver incontrato Conte, ha convocato il presidente della Camera, tenendosi in contatto con quella del Senato, per essere pronto all’eventuale ufficializzazione della crisi parlamentare.

Fonte: IlFattoquotidiano

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