Suore pro-papa scrivono a Conte e Mattarella: preoccupate per la violenza e l’odio sui migranti. Cosa chiedono loro.

Il fenomeno dell’immigrazione ha diviso persino la Chiesa.

Dopo alcuni preti, ribellatisi alle teorie di Bergoglio, sono arrivate le proteste di alcune suore di clausura, che si sono scagliate contro alcune consorelle che hanno contestato la linea del neogoverno.

Il 13 Luglio, infatti, il quotidiano Avvenire ha pubblicato una predica anti-salviniana firmata da un gruppo di suore, indirizzata a Conte e Mattarella.

Le monache esprimevano «preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti» e chiedevano di impegnarsi per quelli che, arrivati qui, «si vedono rifiutare ciò che è diritto di ogni uomo e ogni donna sulla terra: pace e dignità»

Espressioni senza dubbio in riga con la linea di Bergoglio e della Cei.

Tali dichiarazioni, però, hanno scatenato la forte reazione di una carmelitana, che ha rimproverato le soelle di ignorare che l’ immigrazione «è un fenomeno gestito dalle organizzazioni mondialiste per scristianizzare l’ Italia e l’ Europa».

Per tale ragione, invita tutto il gruppo ad esercitare la loro carità a partire «dagli italiani poveri (e Dio sa se ve ne sono!), che sono magari persino cattolici praticanti».

Una claustrale, invece, le ha accusate di «vestire i panni di sessantottine femministe che all’ epoca furono contagiate dal virus dell’ ideologia e si sentivano realizzate solo se urlavano la loro opinione nelle assemblee». Un’ altra ha fatto notare alle consorelle «come, da persone consacrate, non siete capaci di difendervi da chi vi impone le sue idee».

Come intendono proseguire nella loro opera di carità? Come fanno da moltissimi anni: aiutandoli a casa loro.

E le numerose missioni e iniziative cui prendono parte le sorelle in Africa lo dimostrano ampiamente.

Fonte: Libero

Foto credit: Ilprimatonazionale