Toghe Corrotte. E ora l’ira di Salvini produce una riforma dei giudici.

La decisione conclusiva della Capitana Carola Rackete ha scatenato la furia del vicepremier Matteo Salvini, che ha messo in atto il suo piano per riformare le toghe.

Secondo l’idea del governo, le toghe sono corrotte e appartengono alla casta della sinistra buonista. Lasciare Carola libera era una cosa data per scontato.

Leggiamo Il Giornale:

«Purtroppo osserva le leggi vanno sempre interpretate, come qualunque cosa scritta in italiano. Una lingua che ha le sue sfumature». Per cui secondo questa logica paradossale si suppone che bisognerebbe scrivere i decreti in inglese, in tedesco o, chessò, in greco antico, per renderli più stringenti.

Ragionamento che, inutile dirlo, non convince il ministro dell’Interno: Salvini in aula parla di «scelta politica» del magistrato; si scaglia contro «i pregiudizi» di certi giudici che prima «di disattendere le leggi dello Stato, dovrebbero spogliarsi della toga e presentarsi alle elezioni con il Pd»; minaccia decreti sicurezza ter o quater, cioè fino a quando il provvedimento non sarà applicato alla lettera.

E questo mentre Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana, gli agita contro la decisione del Gip di Agrigento accompagnato da un «Rosicate!».

Tutto questo apre le porte per un a riforma radicale che riguarderà la magistratura. Forza Italia concorda con il Ministro dell’Interno.

Fonte: ilgiornale

Foto: ilfattoquotidiano