Verifichiamo contatti della Rackete con gli scafisti libici: la Procura di Agrigento non si ferma.

La vicenda Sea Watch 3 non si chiuderà in due chiacchiere: la Procura di Agrigento vuole vederci più chiaro.

Intanto si attende la decisione del gip Alessandra Vella sulla capitana Carola Rackete e, con essa, potrebbero spuntare importanti novità sul caso Sea Watch.

Le parole di Luigi Patronaggio, insieme ad altri elementi, fanno intuire che gli inquirenti stiano analizzando il momento del salvataggio, oltre a tutto il resto.

Per il momento si sa che la Procura non ritiene ci siano gli estremi dello stato di necessità per giustificare l’azione della Rackete, ma l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina apre un altro capitolo di cui dovrà rispondere.

Carola sarà interrogata nuovamente l’8 Luglio, e Patronaggio ha spiegato:

“Andremo a verificare se i porti della Libia possono ritenersi sicuri o meno e andremo a vedere se la zona Sar libica è efficacemente presidiata dalle autorità della guardia costiera libica, andremo a verificare le concrete modalità del salvataggio”.

Libero ha così snocciolato la questione:

Si vuole quindi capire se la stessa presenza della nave Ong nella zona Sar libica sia giustificata o meno. Perché, se così non è, allora occorre capire come mai la Sea Watch si trovava lì al momento del salvataggio.

Ci sono stati precedenti contatti tra scafisti e ong? E’ questa la domanda cui vogliono trovare risposta i magistrati.

Ebbene, se pensavate che il caso fosse chiuso vi sbagliavate… è appena stato aperto.

Foto credit: IlGiornale

Fonte: IlGiornale