#ioNONstoconCarola è vi spieghiamo il perché.

Inutile discutere di quello che accade giustificando il modo e i mezzi, la verità è che qui si tratta di legalità.

Molti stanno infuocando il web con commenti assurdi contro il governo: ma siamo seri, chi ha ordinato a Carola Rackete di recuperare migranti? Chi manovra il business delle Ong?

Leggiamo una parte dell’articolo preso da Il Giornale in cui sono stati spiegati motivi dello slogan #iononstoconcarola:

Carola non è stata arrestata per aver salvato vite umane, né il governo vieta alle ong di raggiungere i barconi, previo appuntamento con gli scafisti.Lo facciano, ma non pretendano il diritto di portare a prescindere i loro carichi in Italia, contravvenendo alle leggi del mare in base alle quali l’approdo deve essere nel porto più vicino (Tunisi o Malta in questo caso) o, in subordine, nel Paese di provenienza della nave o dell’armatore.

La prova che l’Italia non è un Paese incivile l’abbiamo anche in queste ore. Mentre Germania, Francia, Olanda e Lussemburgo pontificano contro di noi, noi abbiamo accolto qualche centinaio di disgraziati che, con mezzi propri, hanno attraversato con successo il Mediterraneo.

Non li abbiamo affondati, non respinti, non arrestati, anche se pure loro hanno aggirato, in un certo senso, i nostri divieti. Perché un conto sono la solidarietà e la comprensione con l’indigente che ruba un tozzo di pane al supermercato, altro è permettere che un miliardario (le Ong) organizzi una spesa collettiva e pretenda di non pagare il conto una volta arrivato alla cassa.

Più chiaro di così.

Fonte: ilgiornale

Foto: ilgiornale