Migranti, ecco l’ultimo appello buonista contro il dl Sicurezza. Un manifesto super scottante.

Il decreto sicurezza di Salvini continua a tormentare gli animi dei buonisti.

Un nuovo appello è stato sottoscritto da ActionAid, Asgi e i sindaci di Crema, Siracusa e Palermo.

La sollecitazione per #idirittincomune è una sfida al dl Sicurezza e l’obiettivo principale di Leoluca è sempre il medesimo: opposizione al divieto di iscrizione nei registri anagrafici dei richiedenti asilo.

Com’è noto, alcuni sindaci si sono opposti alle nuove disposizioni circa l’iscrizione all’anagrafe dei migranti che hanno richiesto l’asilo, e l’hanno fatto non solo a parole.

E, come ricorda IlGiornale, alcune città hanno ignorato il Dl e, in alcuni casi, gli oppositori del decreto hanno trovato nel parere di giuristi e nelle sentenze dei giudici di Firenze, Bologna e Genova una sponda “secondo i quali il diritto all’iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo è tuttora vigente ed esigibile”.

Per questa ragione, Asgi, ActionAid e i sindaci delle città prima citate hanno chiesto a tutti i primi cittadini di impegnarsi per garantire l’iscrizione al registro a tutti gli immigrati.

Ecco quanto si legge nell’appello:

Sono in gioco diritti essenziali, che nei fatti spesso sono inaccessibili o compromessi in assenza di iscrizione anagrafica. I diritti sono un bene comune irrinunciabile. Tutti noi, singoli cittadini, società civile organizzata, siamo chiamati in causa quando vengono compromessi o resi inaccessibili – dichiara Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid – Con #dirittincomune vogliamo promuovere un’azione ampia e aperta, rivolta sia agli amministratori delle nostre città sia alle organizzazioni solidali, perché i diritti di tutti siano sempre garantiti e si combatta il rischio di esclusione e marginalità sociale. È in discussione la qualità della nostra democrazia“.

Non poteva certamente mancare l’intervento di Orlando: “‘Io sono persona, noi siamo comunità’, con queste parole spieghiamo la nostra politica rivolta ai migranti, che è la stessa rivolta a tutti coloro vivono condizioni di difficoltà o disagio, quale che ne sia l’origine, quali che siano la nazionalità, la religione, la provenienza delle persone coinvolte. ‘Io sono persona’ sottolinea che ognuno e ognuna è portatore e portatrice di diritti umani inalienabili. Il riconoscimento di tali diritti è elemento imprescindibile che costituisce il nostro essere, tutti insieme, una comunità. Oggi i Sindaci si trovano di fronte alla possibilità di escludere, per altro violando la Costituzione, qualcuno, ferendo tutta la comunità, o piuttosto avviare percorsi inclusivi e legali per rafforzare le proprie comunità”.

Fonte: IlGiornale

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