Aprite i porti per le armi e non per i migranti. Il Papa furioso con i leader europei.

Le politiche di Matteo Salvini sono finite nuovamente nel mirino di Papa Francesco.

Il capo della Chiesa, durante una riunione in Vaticano dedicata alle organizzazioni che aiutano le chiese orientali, ha puntato il dito contro l’apertura dei porti.

Questa volta la prospettiva d’attacco è diversa, e anche interessante: i porti europei si aprono per le navi cariche di armi e restano chiusi per gli immigrati.

Nello specifico, ha detto: “Gridano le persone in fuga ammassate sulle navi, in cerca di speranza, non sapendo quali porti potranno accoglierli, nell’Europa che però apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti, capaci di produrre devastazioni che non risparmiano nemmeno i bambini. Siamo qui consapevoli che il grido di Abele sale fino a Dio, come ricordavamo proprio a Bari un anno fa, pregando insieme per i nostri fedeli in Medio Oriente”.

Parole davvero molto pesanti che sembrano avere un destinatario ben preciso: il solito Salvini.

E’ anche vero, però, che anche altri leader europei ora stanno chiedendo ordine e disciplina sull’immigrazione, quindi il messaggio potrebbe non essere rivolto esclusivamente al leader della Lega.

Ma sul discorso il Pontefice ci è tornato, ricordando che immigrati e profughi “che raggiungono i maggiori aeroporti con la speranza di poter chiedere asilo o trovare un rifugio, o che sono bloccati in transito. Invito sempre le Chiese locali alla dovuta accoglienza e sollecitudine nei loro confronti, pur se si tratta di una responsabilità diretta delle Autorità civili. Fa parte anche della vostra cura pastorale vigilare che sia sempre tutelata la loro dignità umana e siano salvaguardati i loro diritti, nel rispetto della dignità e delle credenze di ciascuno.

Fonte: Libero

Foto credit: Libero