Salvini segnala i giudici che fanno politica sui migranti ma loro s’infuriano. Scoppia il caos.

La decisione del Viminale di impugnare le sentenze pro immigrazione ha fatto infuriare le toghe rosse.

I togati di Area, infatti, hanno inviato una precisa richiesta al Consiglio superiore della Magistratura: aprire una pratica a tutela di Luciana Breggia e Matilde Betti “a presidio dell’autonomia e indipendenza della giurisdizione”.

I due giudici in questione sono tra le personalità della “rete pro immigrazione” citati da Salvini nel comunicato in cui si annunciano i rircorsi.

Finite nel mirino anche per alcuni attacchi rivolti al titolare del Viminale negli ultimi mesi, poichè contrarie alle politiche messe da lui in campo.

Ed è proprio Salvini a spiegare quanto accaduto: “Segnalare quelli che fanno politica è doveroso. Non intendiamo controllare nessuno né creare problemi alla magistratura ma ci chiediamo, col dovuto rispetto, se alcune iniziative pubbliche, alcune evidenti prese di posizione di certi magistrati siano compatibili con un’equa amministrazione della giustizia”.

Le polemiche si sono accavallate, tanto da far intervenire l‘Associazione nazionale magistrati amministrati, che ha rivendicato “autonomia, indipendenza e autorevolezza” dei giudici.

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Fonte: IlGiornale

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