“Salvini sporco di sangue, responsabile di un genocidio” prete chiamava così gli altri a ribellarsi.

Don Paolo Farinella, quando Salvini era il titolare del Viminale, gli sferrava contro i suoi attacchi senza alcuna esclusione di colpo.

Così ai microfoni de La Zanzara, su Radio24, ribadiva la sua linea anti-Salviniana, come dimostrava con la sua drastica decisione presa in occasione del Natale scorso.

Cosa fece? Chiuse la chiesa in segno di protesta proprio il giorno di Natale.

L’idea del prete era la seguente:

“Bisogna chiudere tutte le chiese a Salvini, non può entrare finché non si pente in ginocchio. La Chiesa non è un porto di mare. Se fa penitenza accogliamo tutti, e lasci il Vangelo nel cassetto”.

L’oggetto della contestazione, nello specifico, sono le politiche d’immigrazione del ministro che, secondo il prete, pagherà care:

“Prima o dopo ci sarà qualche giudice a Berlino. È contro il diritto internazionale, contro la Costituzione, va processato. È in atto un genocidio, e lui è responsabile”.

Poi l’appello agli italiani: “ribellatevi da questi atteggiamenti fascisti. Mussolini faceva le stesse cose.”

Una rivolta che, per don Farinella, dovrebbe coinvolgere anche i preti:

Salvini ha le mani sporche di sangue. I preti di tutta Italia dovrebbero mettersi di fronte e dire: prima ripara tutto il male che stai facendo contro l’umanità, poi entri. E quanche quelli che tacciono sono corresponsabili. Come i grillini, certo”.

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Fonte: Libero

Foto credit: Blastingnews