Nonostante il processo, nella città di Lucano riapre l’accoglienza. Lo schiaffo del Tar al Viminale.

Nonostante le accuse gravissime che pendono sul modello d’accoglienza a Riace, che riguardano Mimmo Lucano, il Tar ha riaperto l’accoglienza.

Il ricorso del vicesindaco Gervasi contro la decisione del Viminale è stato accolto.

Eppure solo qualche giorno fa il gup di Locri aveva rinviato a giudizio Lucano e le altre 29 persone coinvolte nell’inchiesta Xenia, che aveva portato a galla un sistema organizzato che aiutava gli immigrati ad entrare illegalmente in Italia.

Molto forte l’accusa mossa dall’associazione ‘Italia stato di diritto’:

“Il ministero (dell’Interno) avrebbe dovuto mettere il Comune in condizioni di rimediare alle criticità del suo operato e così cercare di conservare i finanziamenti ottenuti”.

Oltre all’accusa di un aver mai assegnato al Comune di Riace un termine per ottemporare, il Viminale è contestato anche per aver “improvvisamente attribuito a comportamenti del Comune che ben conosceva da tempo, una portata impeditiva della prosecuzione del progetto, con una contraddittoria e destabilizzante inversione di rotta rispetto al passato”.

Dopo la decisione del Tar è arrivata immediata la reazione del leader del Carroccio: “Noi andiamo avanti, tenendo i porti chiusi, salvando vite, espellendo i delinquenti che aggrediscono, spacciano e stuprano. Abbiamo il 90% di sbarchi in meno, abbiamo dimezzato i morti. Abbiamo 70mila immigrati in meno ospiti in Italia a spese degli italiani, i reati calano del 10%. Quindi, se mi fanno forza i porti oltre che in Italia li chiudo anche in Europa”.

Al contempo, invece, Lucano ha espresso la sua gioia:

“Le persone sono state trasferite e i danni sono stati fatti, ma almeno si ristabilisce dal punto di vista amministrativo un po’ di giustizia”.

Fonte: IlGiornale

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