L’ultima dell’Ue: non possiamo rimpatriare rifugiati anche se delinquono. Salvini furioso: io non cambio legge.

L’ultima sentenza della Corte di giustizia Ue che riguarda gli immigrati sta facendo un pò discutere.

A quanto pare il rimpatrio pr i rifugiati non è previsto nemmeno per questioni di sicurezza se nel Paese di origine si rischia la tortura o la vita.

La Corte ha fissato una serie di paletti per la revoca o il rifiuto del riconoscimento dello status di rifugiato in uno stato membro.

La decisione dei giudici di Lussemburgo è ampiamente spiegata da IlGiornale: la decisione di revocare o rifiutare lo status di rifugiatonon permette quindi di togliere tale status – né i diritti che derivano dalla Convenzione di Ginevra – o di rimpatriare l’extracomunitario se ci sono “fondati timori” che sia perseguitata nel suo paese di origine. Prevalgono, quindi, i fondamenti della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue che vieta il respingimento in un Paese dove la sua vita o la sua libertà possano essere minacciate e dove siano in vigore la tortura e le pene e i trattamenti inumani o degradanti. La Corte Ue in sostanza ha stabilito che il diritto dell’Unione riconosce ai rifugiati interessati una protezione internazionale più ampia di quella assicurata dalla Convenzione di Ginevra.

Salvini, però, si oppone a quanto deciso:

“Ecco perché è importante cambiare questa Europa con il voto alla Lega del 26 maggio, ha commentato il ministro.

“Comunque io non cambio idea e non cambio la Legge: i ‘richiedenti asilo’ che violentano, rubano e spacciano, tornano tutti a casa loro. E nel decreto Sicurezza Bis norme ancora più severe contro scafisti e trafficanti”, ha concluso.

Fonte: IlGiornale

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