Migranti fanno ricorso per il DL e il giudice approva. Salvini va su tutte le furie. Pioggia di ricorsi in arrivo ?

Il Decreto Sicurezza è tornato sulle prime pagine di giornale dopo la sentenza del Tribunale di Bologna.

Sebbene la legge sia stata definitivamente approvata, capita che i giudici trovino la via per non farla applicare.

Costringere i Comuni ad iscrivere i richiedenti asilo all’anagrafe, anche se il decreto ne prevede l’esclusione, è solo un esempio.

Salvini è andato su tutte le furie quando ha saputo la notizia. Così ha definito la sentenza “scandalosa” e ha attaccato le toghe che, secondo lui, “vogliono fare politica e cambiare le leggi”.

Il Decreto Sicurezza prevede che ai richiedenti asilo sia negata l’iscrizione all’anagrafe, per risparmiare dispendio di energie laddove poi agli stessi il permesso dovesse essere negato.

Questo, com’è noto, fece infuriare tutta la sinistra, come dimostrò la scelta di alcuni sindaci di non rispettarlo nei propri comuni. Orlando, ad esempio, sospese l’applicazione del decreto a Palermo.

Questo accadde in virtù di una “preoccupazione” per i migranti a cui si appellarono quelli di sinistra, nonostante le importanti precisazioni del Viminale circa altri servizi: “la misura non riduce le tutele del richiedente asilo” e “l’accesso ai servizi previsti dal decreto e quelli erogati sul territorio sono assicurati dal luogo di domicilio”.

Il giudice in questione, però, ha accolto il ricorso di una donna e di un uomo che si erano appellati alle toghe contro l’esclusione dall’anagrafe. A sostenerli erano i legali della onlus Avvocato di Strada e dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione. Il Tribunale ha imposto al sindaco emiliano di iscriverli nei registri comunali.

Virginio Merola, oltre a non opporsi, ha dichiarato la sua “soddisfazione“.

Il rischio è chiaro: tutti potrebbero presentare i loro ricorsi in virtù di quanto accaduto a Bologna.

Il leader della Lega non ha nascosto la propria ira:

La decisione del magistrato ha scatenato l’ira del leader della Lega: “Sentenza vergognosa, se qualche giudice vuole fare politica e cambiare le leggi per aiutare gli immigrati, lasci il Tribunale e si candidi con la sinistra. Ovviamente faremo ricorso contro questa sentenza, intanto invito tutti i Sindaci a rispettare (come ovvio) la Legge”.

Fonti del Viminale, poi, fanno sapere che “sentenze di questo tipo non intaccano la legge: non sono definitive, riguardano singoli casi e per modificare la norma serve un pronunciamento della Corte Costituzionale”.

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Fonte: IlGiornale