Lampedusa, altro sbarco: ecco come e quanti migranti arrivano dopo la denuncia della Jonio a Salvini.

A Lampedusa gli sbarchi non si arrestano mai.

Ieri sera, intorno alle 22.30, sulla spiaggia della Guitgia, è approdata una piccola imbarcazione con a bordo 20 migranti, 15 uomini e cinque donne.

E purtroppo no, non è un caso isolato. Anche qualche giorno fa, infatti, l’isola è stata l’approdo per altrei 30 migranti circa.

E sebbene il momento sia molto delicato, la stagione estiva si presta meglio agli sbarchi anche quest’anno.

Il doppio sbarco arriva dopo la denuncia per calunnia contro il ministro Salvini, da parte della nave ong Mare Jonio.

Ong che ha precisato di aver agito sempre nel rispetto “delle normative nazionali ed internazionali in tema di soccorsi in mare, attenendosi scrupolosamente alle istruzioni ricevute nel corso dell’intervento SAR dalle Autorità competenti, ed avendo a cuore esclusivamente la salvezza e l’integrità delle vite soccorse“.

Le indagini avviate in relazione al soccorso di 50 migranti il 18 marzo scorso “hanno peraltro gettato luce su una serie di gravi disfunzioni, e di anomalie, nelle procedure di intervento SAR coordinate dalla c.d. Guardia Costiera Libica, che sono state recentemente riportate anche sugli organi di stampa, e che inducono, ragionevolmente, a pensare che, se per una pura casualità la Mare Jonio non avesse incrociato il gommone in avaria in seguito soccorso, ben più tragico sarebbe stato l’epilogo della vicenda in esame”.

Qualche altro dettaglio è stato reso noto così da IlGiornale:

Formalmente invitata dalla autorità libiche a mantenersi ad 8 miglia nautiche di distanza dalle coordinate dell’evento, Mare Jonio ha “ottemperato agli ordini ricevuti” e si è “in seguito imbattuta casualmente nel gommone in avaria carico di migranti”. “Soltanto grazie alle pressioni esercitate da IMRCC (Italian Maritime Rescue Coordination Center), attivata da Mare Jonio, una motovedetta libica fu da ultimo inviata sul punto dell’evento, molte ore dopo le prime segnalazioni, quando già le operazioni di recupero dei naufraghi da parte del rimorchiatore volgevano al termine”.

Le autorità libiche nell’occasione “si limitarono a ringraziare la Mare Jonio per la collaborazione per poi, contrariamente a quanto riferito nella direttiva ministeriale, rientrare a terra senza mai aver dato alcuna disposizione o ordine al personale del rimorchiatore“.

Dunque, la rotta su Lampedusa pare fosse la sola praticabile. Da qui, il tentativo della nave di smentire le affermazioni del ministero sulla sua attività:

Non si trattava, quindi, di una “consapevole e deliberata scelta di operare contra legem al fine di introdurre migranti in condizioni di irregolarità in Italia. Del pari non risponde al vero, e costituisce fatto grave e fortemente lesivo dell’immagine e del decoro della Mare Jonio, nonchè potenzialmente foriero di ingiuste conseguenze penali, la riferita volontà di ritornare in mare allo scopo di trasferire in Italia migranti in condizioni di irregolarità“.

Fonte: IlGiornale

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