Altra sfida in mare vs i porti chiusi: Ong salpa e porta Salvini in tribunale. Dettagli shock.

La Nave Mare Jonio è salpata da Marsala per una nuova missione al largo della Libia, che potrebbe finire sempre allo stesso modo: blitz nei porti italiani.

La partenza, ovviamente, c’è stata dopo il dissequestro da parte della procura di Agrigento e le indagini per favoreggiamento.

Intanto, però, il vicepremier leghista è stato denunciato per “diffamazione e calunnia aggravata” dall’armatore Alessandro Metz.

Ebbene, la Ong di Casarini e Co. non vedeva l’orda di cimentarsi in un’altra operazione di salvataggio. E così, al primo Sos si sono fiondati in mare per l’ennesima sfida con Salvini.

Nell’area di soccorso c’è una nave commerciale italiana che sta pattugliando la zona, in vista dell’allarme lanciato dall’imbarcazione con a bordo venti persone circa.

Mentre la Mare Jonio fa rotta verso loro, Giuseppe Caccia ha spiegato: “ La navigazione verso la zona Sar al largo della Libia durerà circa una ventina di ore”.

E, considerata la denuncia depositata contro Salvini in queste ore, è facile pensare che si tratti di una scelta politica.

Sciurba ha così sferrato il suo attacco contro il ministro:
“Il governo italiano sta portando avanti un’assurda guerra contro le navi della società civile che nel Mediterraneo salvano vite: abbiamo ricevuto una diffida dal salvataggio delle vite in mare e credo che questo resterà un atto storico”.

Il tentativo del Viminale a nulla serve e lo spiegano proprio i rappresentanti della ong:

“la nave non si ferma, ogni volta che si riparte è una soddisfazione enorme nonostante i tentativi di fermarci, le direttive ministeriali, le diffide”.

Da qui la querela: alcune affermazioni rappresentano gravità incredibili dal punto di vista della calunnia.

Fonte: IlGiornale

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