Feltri svela la verità sul 25 Aprile: “sagra di paese” e la bomba sui partigiani.

Vittorio Feltri va giù pesante sul 25 Aprile e la festa che ricorre proprio oggi.

Chiaramente nessuno, compreso il direttore di Libero, vuole sminuire l’importanza dell’evento, ma Feltri tiene a smentire alcune tesi sostenute su quella famosa liberazione.

La festa, a suo avviso, è ridotta a sagra paesana, rito stanco e pregno di bolsa retorica.”

E così continua: “Vorrei solo aggiungere una ovvia riflessione che, pur essendo scontata, viene snobbata. I nostri partigiani, animati da lodevoli intenti, non erano in numero sufficiente per scacciare il nazifascismo in un Paese che aveva conformisticamente seguito Mussolini in ogni sua iniziativa, per quanto idiota, tipo le leggi razziali, sottoscritte dal 95 per cento, forse di più, dei professori universitari. E sorvoliamo sulla seconda guerra mondiale combattuta a fianco di Hitler, una schifezza pari alla prima e non peggio. In sostanza se non fossero intervenuti gli angloamericani noi italiani saremmo ancora qui irrigiditi nel saluto romano.”

E bacchetta chi sostiene il contrario: “Chi contesta la presente tesi sbaglia per ignoranza o cieca adesione al pensiero unico. Quindi commemorare la Liberazione quasi fosse una nostrana pagina eroica è un’ autentica mistificazione.

Smettiamola di fingerci migliori di quanto siamo. Nel contempo non dimentichiamo di ringraziare i suddetti angloamericani che dopo aver tolto dai piedi le camicie nere ci hanno aiutato a ricostruire decentemente la patria. I cortei e i comizi in piazza dedicati al 25 aprile sono una sceneggiata vuota di qualsiasi significato storico. In ogni caso sarebbe sbagliato non riconoscere meriti ai partigiani, compresi quelli come Giorgio Bocca, valente giornalista, che per lunga pezza, prima della conversione, era stato fascistissimo.”

Fonte: Libero

Foto credit: Libero