Migrante “morto” sull’altare: la Pasqua buonista choc esposta in chiesa. Le intenzioni del prete e la reazione dei fedeli.

Da qualche giorno non si discute d’altro: l’opera esposta nella chiesa del Gesù a Palermo è sotto tutti i riflettori.

Svelata in occasione della Settimana Santa, vede un migrante morto in mare come protagonista, con la testa affondata nell’acqua e il corpo senza vita.

Il messaggio sembrerebbe essere lontano dalla Pasqua ma è, al contempo, molto chiaro per chi osserva.

E a spiegarne il senso è proprio padre Walter Bottaccio, gesuita della chiesa di Casa Professa a Palermo:

“Vogliamo smuovere le coscienze su tematiche attuali. In realtà, quello che attraversiamo è un momento molto particolare: stiamo addormentando le nostre coscienze. Non sono i migranti che ci tolgono il lavoro, anzi i famosi 35 euro non vanno ai migranti ma a coloro che lavorano nel terzo settore. La verità è che non sappiamo più discernere cosa è buono da cosa è male e non ci rendiamo conto che salvare persone in mare non è un atto cristiano, è prima di tutto un atto umano“.

Cosa pensi dell’opera di Vincenzo Maniscalco e della scelta di esporla in occasione della Pasqua?

Fonte: IlGiornale

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