“La Raggi non l’avete fatta dimettere.” Salvini si scaglia contro i 5S.

La goccia che fa traboccare il vaso. Matteo Salvini però sulla questione Siri non ci passa sopra.

Siri messo sotto tiro per l’inchiesta dell’eolico. Il Movimento Cinque Stelle chiede subito le dimissioni. Ed è qui che casca l’asino.

Leggiamo Il Giornale:

“Stupisce il giustizialismo a intermittenza con il quale vengono valutate le diverse vicende giudiziarie a seconda dell’appartenenza del soggetto indagato a uno schieramento politico”, lamenta il ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno.

La veemenza con cui i pentastellati sono partiti all’assalto dell’alleato leghista lascia pensare che non aspettassero altro. Tanto che ribattono colpo su colpo cavalcando il teorema dell’inchiesta per colpire il Carroccio. “Quando un esponente del M5s viene accusato dalla magistratura di aver sbagliato – tuonano – noi lo sospendiamo in via precauzionale ed interveniamo immediatamente. In alcuni casi anche cacciandolo, se necessario – continuano – si chiama questione morale, cara Bongiorno, non giustizialismo”.

È lo stesso Di Maio a mettersi in testa all’ondata forcaiola, nella speranza di interpretare i mal di pancia del proprio elettorato che non ha mai digerito del tutto l’asse con il Carroccio. E così assicura che, nelle prossime ore, ne parlerà direttamente con Salvini per fargli cambiare idea su Siri e invitarlo a scaricarlo. 

Ma Salvini non è per niente della stessa idea di Di Maio&Co. anzi. Non riesce a capire perché poi se fosse stato un 5S lo sconto sarebbe arrivato subito.

Fonte: ilgiornale

Foto: gds