Tensione migranti al governo: qualcuno vuole cambiare linea. Arriva l’ira Salvini: non sbarca nessuno.

Alta tensione al governo. Il fronte più caldo resta quello dell’immigrazione. Se Di Maio manifesta apertura verso i migranti provenienti dalla Libia, Salvini frena tutto e tutti.

L’ultimo affondo è sulla dichiarazione bollente di Di Maio che si lascia scappare queste parole:  “Se davvero ci sono 800mila profughi diretti dalla Libia verso l’Italia, di certo non li fermi con una carta che si chiama direttiva, che nessuno ha mai ascoltato”.

Poi la stangata: “Lo dico con tutta l’amicizia a Matteo Salvini, non si illuda che si possa portare la Libia in campagna elettorale per le europee”. Dichiarazioni violentissime che fanno il paio con quelle rilasciate ieri contro la chiusura dei porti italiani. Il vicepremier grillino vorrebbe riaprirli. E non è l’unico a pensarla in questo modo all’interno del governo. 

Dalla sua ha certamente il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, ma non solo. Anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta si è messa in mezzo a rincarare la dose: “Il paradosso è che quelli che gridano alla guerra, dalla Lega a Fdi, sono gli stessi che fanno propaganda sui migranti. Non hanno capito che alzando i toni come fanno rischiano solo di destabilizzare ulteriormente la situazione”.

Le continue provocazioni hanno scatenato l’ira di Salvini che resta fermo e chiaro sulle sue posizioni:  “Di ordine pubblico, sicurezza e difesa dei confini me ne occupo io e penso di averlo fatto bene in questi dieci mesi. Gli italiani ci chiedono porti chiusi. Punto. Se qualcuno dei miei colleghi non è d’accordo, lo dica…”.

E non gli sfugge che gli arrivano più attacchi dagli alleati che dal nemico numero uno, ovvero il Pd: “Stanno esagerando, hanno alzato troppo i toni”. A farlo infuriare è stato anche quell’accostamento a Napoleone fatto dallo stesso Di Maio nel commentare l’indagine sulla Sea Watch.

Secondo voi, come finirà questa storia?

Fonte: Il Giornale

Foto credit: panorama