“Riapriamo i porti, dalla Libia rifugiati non migranti” il ministro della Difesa attacca Salvini e propone soluzioni.

L’esecutivo non è compatto sulla questione migranti e le dichiarazioni del ministro della Difesa Trenta lo dicono chiaramente.

Nonostante l’azzeramento degli sbarchi, garantito dalla linea adottata dal titolare del Viminale, Elisabetta Trenta ha voluto spiegare la sua posizione di contrarietà.

“Sono appena tornata da un viaggio nel Corno d’Africa, ero stata poco tempo prima in Niger: in questi Paesi abbiamo dei tassi di crescita demografica incredibili, il raddoppio della popolazione entro il 2030. Come pensiamo di poter gestire questo futuro con la chiusura dei porti? È impossibile, bisogna lavorare su una soluzione alternativa”.

Tiene a precisare che lei non è per l’accoglienza indiscriminata, però ritiene sia necessario ragionare sul futuro, poichè questo potrebbe sfuggirci di mano.

Il momento in cui arrivano queste dichiarazioni, però, è davvero delicato per l’Italia. Ricordiamoci l’intenzione di 800mila immigrati intenzionati a venire in Italia, svelataci dal blog de IlGiornale.

Per non parlare del dossier che ipotizza ad una prima ondata di 6mila,pronti a partire.

Il ministro della Difesa spera possa esserci una soluzione europea per far fronte alla possibilità che i trafficanti possano approfittare della disperazione e metterne in mare molti.. e prima del previsto.

Intanto, sul tema dell’accoglienza, le differenze tra le visioni di Trenta e Salvini, sono abissali ed evidenti.

“Se si dovesse arrivare alla guerra, non avremmo migranti ma rifugiati – commenta il ministro della Difesa su Radio Capital – e i rifugiati devono essere accolti”.

Ma la replica di Salvini è secca: “i porti restano chiusi”.

Fonte: IlGiornale

Foto credit: IlGiornale