Salvini accelera sulle espulsioni: ora sono quattro volte gli arrivi. Il calo del 94% e il risparmio di miliardi.

Salvini continua ad eessere contestato e le manifestazioni contro l’operato di questo governo continuan ad accumularsi.

Ma il ministro degli Interni è solito rispondere per le rime: “Chiedo di andare a controllare i nomi di quella trentina di militanti di sinistra”, ha scherzato ieri durante un comizio a Potenza, dopo che alcuni gli avevano urlato contro.

E ha continuato: “Sicuramente saranno disposti ad accogliere i migranti a casa loro… non limito la generosità di nessuno. Cari compagni, pagate voi, non gli altri”.

Da quando la sua carriera al Viminale è iniziata Salvini ha avuto come obiettivi principali quello di tagliare i fondi al business dell’accoglienza e quello di far rispettare le leggi.

Ha funzionato? Bhè, per il momento non si può dire il contrario, dal momento che i numeri stanno dalla sua parte: la politica dei porti chiusi porta i suoi frutti per la liberazione di un Paese dilaniato da un fenomeno di una portata troppo grande…come l’immigrazione.

Stando ai dati pubblicati dal Ministero dell’Interno, e riportati da Il Giornale, “dall’inizio dell’anno sono sbarcati appena 335 immigrati. Pochissimi se si pensa che nel 2018, nello stesso periodo dell’anno scorso, ne erano arrivati ben 5.945. La proporzione si capovolge se si prendono in considerazione le espulsioni: dal primo gennaio sono stati cacciati dal Belpaese ben 1.354 irregolari. Una strategia vincente, insomma, che ha anche il merito di salvare le vite. Nel primo trimestre del 2019 è stato, infatti, recuperato un solo cadavere in mare. “

E il titolare del Viminale non può che commentare soddisfatto:

“I dati confermano che passiamo dalle parole ai fatti. Mi viene il dubbio che a sinistra volessero l’immigrazione non perché sono buoni e generosi ma perché era un business da 6 miliardi all’anno”.

“Spendere milioni per mantenere un esercito di finti profughi non era più possibile”, ha continuato il leader del Carroccio, ricordando che va bene “accogliere chi scappa dalla guerra“, mentre non va per niente bene “mantenere a spese dei cittadini chi non scappa dalla guerra e viene qui a delinquere o a non fare nulla”.

Da qui la stretta sugli arrivi, che ha portato nel 2019 a “un crollo degli sbarchi del 94,37%”, e l’accelerata alle espulsioni che ora “sono quattro volte gli arrivi”.

Così facendo, come ricordato da Calderoli, stiamo anche risparmiando molti miliardi che sarebbero necessari per il mantenimento degli immigrati.

Fonte: IlGiornale

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