La Cina vuole l’Italia per smantellare l’economia europea, ma trema anche Trump.

Nel suo nuovo sistema geopolitico la Cina ha deciso di includere anche l’Italia.

La Nuova Via della Seta non scuote solo gli equilibri euro-atlantici, ma anche quelli europei, con uno scossone bello e buono anche per il nostro governo.
Dopo la Grecia e gli spagnoli la Cina ha bisogno di noi per arrivare al cuore dell’Europa. Nello specifico, ad interessare, sono Genova e Trieste.

Dietro questa decisone, stando all’analisi del blog de IlGiornale non c’è esclusivamente una ragione politica, ma anche economica, strategica e geografica.

Anche l’ex ministro Giulio Tremonti lo ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera:

“La Cina non viene in Italia per il nostro mercato domestico, ma per quello europeo. E Genova e Trieste sono molto più vicine al cuore dell’Europa del Pireo, già conquistato da Pechino”.

Il progetto è chiaro a tutti, da qui l’allarme lanciato dagli Usa e dall’Unione Europea. L’Italia si troverà al centro di uno scontro mondiale con il quale fare i conti.

“Genova e Trieste sono due porti fondamentali nel nostro sistema infrastrutturale, ma che necessitano di investimenti, espansioni, e soprattutto di soldi e tecnologie adeguate alle sfide del prossimo futuro. La Cina, in questo senso, offre prospettive allettanti. Ed è evidente che rispetto ad altri partner europei e anche a quello americano, Pechino abbia già fatto capire di avere pronto un piano concreto per soddisfare le esigenze del sistema portuale italiano. Cosa che invece l’Occidente, oltre ai “no” ha fino a questo momento evitato di garantire”, riporta IlGiornale.

Un eventuale collegamento tra Trieste e la zona balcanica e danubiana preoccupa molto la Nato e Washington, che temono che il porto diventi un punto di arrivo di un enorme flusso di merci e capitali cinesi, e che vada a rappresentare un vero e proprio cuneo di Pechino nell’Europa centrale.

I dubbi hanno assalito l’opinione pubblica ma colui che è a capo dell’Autorità portuale, Zeno D’Agostino, ha tenuto a ribadire che “è falso dire che svendiamo l’Italia o il porto di Trieste ai cinesi”.

E l’assessore regionale alla Sicurezza e Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, in quota Lega, ha affermato: “Diversamente da quanto succede in altri Stati, non possiamo vendere pezzi di porto, possiamo dare concessioni. Quindi quello che è successo alla Grecia con il Pireo non può accadere nel porto di Trieste. Dopodiché dobbiamo vigilare e stare attenti: accettiamo tutti gli investimenti, ma dobbiamo poterli gestire noi”.

Fonte: IlGiornale

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