Caporalato. Accusato di manodopera clandestina, senza contratto e per due soldi. L’accusa dei suoi dipendenti.

Sicuramente è una delle piaghe del nostro secolo e del territorio nazionale. Da nord a sud il lavoro a nero e sottopagato affligge la società.

Molti per mancanza di altro, sono costretti a piegarsi di fronte a richieste di lavoro disumane: ecco che il lavoro nero prende vita.

E poi c’è il lavoro clandestino. Dove per l’appunto si sfruttano i clandestini presenti in Italia e per pochi spiccioli gli si offre un lavoro rifiutato da altri.

Ecco una delle storie. Una storia come ce ne sono tante. Ma che ben fotografa una situazione che va sradicata e modificata.

Un imprenditore agricolo di origine marocchina ma residente da diversi anni a Rovigo è stato interdetto dalla sua attività a seguito di un’indagine dei carabinieri e di un’ordinanza del tribunale di Padova.

È accusato, dopo la segnalazione di alcuni suoi dipendenti, di «sfruttamento del lavoro» e «impiego di manodopera clandestina».

Gli operai, connazionali dell’imprenditore, erano impiegati nella potatura delle vigne in provincia di Padova, Venezia e Rovigo, costretti a lavorare per oltre 10 ore al giorno, senza riposi settimanali o ferie, senza contratto e retribuiti con 5 euro l’ora.

Non ci sono parole.

Fonte: Vvox

Foto credit: anconatoday