Pd e Saviano vs il censimento sui rom: “abominio e crudeltà” scoppia il caos.

Qualche italiano invoca il censimento sui rom annunciato da Matteo Salvini qualche mese fa, ma facciamo chiarezza sulle sue intenzioni.

Per il momento il titolare del Viminale ha “altre priorità” come la sicurezza e l’emergenza migranti ma a proposito dei rom aveva detto:

“Al ministero mi sto facendo preparare un dossier sulla questione rom in Italia, perché dopo Roberto Maroni non si è fatto più nulla, ed è il caos”. Aveva poi parlato di “una ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti sono”, ossia “rifacendo quello che fu definito il censimento”.

Facciamo un’anagrafe, nessuna schedatura”, aveva poi precisato in virtù delle polemiche scaturite dalle sue intenzioni.

Anche la frase “purtroppo i rom italiani te li devi tenere a casa” aveva fatto inferocire la sinistra italiana, ma su questa dichiarazione Salvini non ha ritrattato.

Al contrario, aveva tenuto a specificare cosa intendesse dire con il noto “censimento” cui aveva alluso: “Non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno. Nostro obiettivo è una ricognizione della situazione dei campi rom. Intendiamo tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perché si preferisce introdurli alla delinquenza. Vogliamo anche controllare come vengono spesi i milioni di euro che arrivano dai fondi europei”.

Categorici, invece, furono i commenti degli antagonisti politici di Salvini:

Pd: “Agghiacciante, evoca la pulizia etnica”. Le associazioni dei rom: “Non è consentito dalla legge”. Saviano: “Abominio, è ministro della crudeltà”.

Fonte: Repubblica

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