Colte in flagrante. Rom borseggiatrici seriali, cosa stavano per fare. E dalle indagini si scopre il peggio.

Gli genti della polizia ferroviaria presso la stazione di Venezia Santa Lucia hanno colto sul fatto e dunque arrestato due giovani borseggiatrici, una 18enne bosniaca ed una 15enne croata, residenti in un campo nomadi situato nella provincia di Roma.

Fortunatamente, il tutto è avvenuto poco prima di riuscire a portare a termine un furto ai danni di un turista orientale.

Il personale della Squadra di P.g. compartimentale ha notato le donne che, con fare sospetto, si erano intrufolate in mezzo ad una comitiva di turisti orientali. Le due, così, hanno iniziato a seguire un ragazzo che portava uno zaino sulle spalle e un trolley al seguito.

Una delle due straniere, non accorgendosi di essere tenuta d’occhio dai poliziotti, si è avvicinata al viaggiatore e, seguendo il tradizionale modus operandi, con un rapido gesto ha aperto il borsone cercando di prelevare un tablet custodito all’interno.

Nella sua azione criminale, la malvivente è stata coadiuvata dalla complice che ha provato a nascondere i movimenti tramite l’utilizzo di un grande scialle.

Gli agenti della Polfer, ormai certi delle malevole intenzioni delle due donne, sono intervenuti bloccando le giovani borseggiatrici e, poi, le hanno condotte negli uffici della stazione Venezia S. Lucia per gli accertamenti di rito.

ED è lì che è venuto fuori il peggio. Nel corso delle indagine è emerso che le nomadi, H. S. e S. G., sono vere e proprie borseggiatrici seriali, note alle forze dell’ordine a causa di numerosi precedenti penali.

Ora sono indagate in stato di fermo.

Fonte: Il Giornale

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