La parata dei buonisti scende in campo. Salvini riesce ad unire anche il Pd ormai in frantumi.

Nonostante il sindaco provi a sostenere che non si tratti di una manifestazione che metta nel mirino, ancora, Matteo Salvini, c’è da crederci poco.

«Non sarà una piazza anti Salvini, ma per ribadire che non esiste un solo modello di gestione dei flussi migratori, anche se il nostro è poco di moda. A Milano cerchiamo di dimostrare che si può essere città con il 19% di immigrati e produrre il 10% del Pil italiano.

Costa fatica, ma mi sento di dire che i milanesi hanno bisogno di sentirsi solidali e sono passati i tempi in cui solo l’idea di successo, soldi e crescita dei consumi è attrattiva per le città», dichiara Sala.

Ma a lanciare la marcia di sfida al decreto sicurezza di Matteo Salvini in realtà è stato un paio di mesi fa l’assessore al Welfare della sua giunta, il Pd Pierfrancesco Majorino.

E oggi tutti i buonisti hanno confermato la loro presenza. Da Maurizio Martina e Nicola Zingaretti, a Giuliano Pisapia, la truppa di Leu – Laura Boldrini, Nicola Fratoianni, Pierluigi Bersani, il segretario della Cgil Maurizio Landini, Emma Bonino.

Ma non solo politici. Anche volti noti. Tra i vip, Claudio Bisio, Roberto Vecchioni, Lella Costa, Giobbe Covatta e Maria Amelia Monti. E ancora, l’assessore del Comune di Riace Maria Caterina Spanò, Sergio Cofferati, i presidenti nazionali di Acli e Arci Roberto Rossini e Francesca Chiavacci.

Ad aprire la manifestazione sarà il carro che diffonderà la colonna sonora «People have the Power» di Patti Smith, seguito dallo striscione sostenuto dai ragazzi dell’Associazione scout laica. Ci saranno i portavoce delle Ong tenute lontano dai porti dal ministro dell’Interno, un barcone promosso dall’associazione «Vivere San Siro», gli antagonisti parteciperanno con «migliaia di cartelli gialli con il messaggio No Cpr- No lager di Stato».

Beppe Sala ribadisce il suo modello, «creare sviluppo restando solidali» e «finchè prevarranno le mie idee bene, se avanzeranno altri, questa è la democrazia. Anche se ci dovessero essere polemiche e ironie da parte degli avversari, ho il dovere di dimostrare il mio credo in un certo tipo di società. Integrazione è anche fatica ma si può fare».

É «difficile – dice – avere una società coesa, ovunque ti giri senti istanze diverse. Ma se populismo vuol dire dare sempre ragione al popolo, non mi sento populista. Il popolo va ascoltato, questo sì, ma poi decido quale penso sia il bene della città».

A rispondere ci ha pensato il commissario milanese della Lega Fabrizio Cecchetti: “Sala dovrebbe porre rimedio invece di marciare contro un ministro come Salvini che sta difendendo gli italiani rimettendo ordine nel Paese con provvedimenti concreti per garantire più sicurezza e legalità». Come dargli torto! Siete d’accordo?

Fonte: Il Giornale

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