“Mi hanno derubato 90 volte ma ora vado io in galera”. Ha ferito il ladro albanese e… finale shock per lui.

L’imprenditore piacentino Angelo Peveri si trova davvero in una brutta situazione.

Conannato in via definitiva a quattro anni di carcere per aver ferito un ladro romeno entrato nella sua azienza, attende che le forze dell’ordine procedano e lo vadano a prendere.

A La Zanzara dice: “Come volete che mi senta? Un cog*ione. Uno che lavora oggi cos’è? Un cog*ione. Ho sempre lavorato, mi hanno derubato 90 vole e vado in galera. Mi sento un coglione”.

E racconta i dettagli della sua storia: “Cinquanta furti in cantieri, non denunciati ma documentati in caserma e 41 denunce firmate dopo i fatti dello sparo”.

I ladri che sono entrati nella sua azienda se la caveranno con 10 mesi, mentre lui dovrà passarne in galera almeno 4: “Mio figlio va avanti con l’impresa sarebbe meglio farlo smettere. Io avevo molta fiducia nelle leggi italiane. Infatti non ho mai dato colore politico a questa cosa. Però non è andata tanto bene”.
Uno dei ladri è rimasto ferito, perciò è arrivata la condanna.

Ma Peveri continua a dichiararsi innocente: “Non ho inseguito nessuno. Mi sono difeso dai furti che subivo. Io sono andato a lavorare e questo qui è saltato fuori dal buio. Mi sono spaventato, mi sono girato ed è partito il colpo. Chiuso. Quello che ho dichiarato, l’ho dichiarato all’epoca e non ho mai cambiato versione”.

“Non ho sparato a queste persone quando se ne stavano andando. Ho sparato a 30 centimetri davanti perché mi veniva incontro…Sono inciampato, ero in ciabatte nel torrente, nella ghiaia. Io ho sparato in alto, poi ne ho visto uno scappare, ho saputo dopo che erano in tre, neanche li avevo visti“, dopodichè ha chiamato i soccorsi.

Lui, come molti altri imprenditori, aspettano con ansia una modifica della legge sulla legittima difesa ma occorre, per il momento, che lo Stato inizi a tutelarli.

Come se non bastasse, una ventina di giorni fa è stato nuovamente derubato e, complessivamente, alla sua impresa sono stati sottratti circa 150 mila euro.

Da qui la sua amara conclusione:

“Sono stanco L’avvocato mi ha detto che forse dopo un anno e mezzo, la buona condotta, posso avere i domiciliari…E’ tosta, ma ho cominciato a lavorare a 14 anni mungendo le mucche di mio papà. A 16 anni il libretto, poi mi sono creato una piccola impresa, bella e sana. Ho 57 anni, lavoro da più di 40. E devo andare in galera e i ladri sono fuori. Per chiudere il discorso, questi signori hanno avanzato una richiesta di 700.000 euro di risarcimento danni, di cui mi hanno già condannato a dargliene 30. Più spese legali”.

Fonte: IlGiornale

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