Ci risiamo. Ma questa volta … I vescovi contro Salvini. Pur di fermarlo, sono disposti anche a questo.

Il monsignor Filippo Santoro ha schierato i vescovi contro la riforma leghista. In particolare si parla dell’autonomia regionale.

Contro di essa infatti si sono schierati i sindacati, il Pd, i grillini, buona parte dei notabili meridionali e laziali forzisti, illustri professoroni di sociologia, filosofia ed economia, imprenditori al di sotto del Po, e tutto il sottopotere romano che da sempre paralizza il Paese.

La richiesta d’ autonomia dei governatori lombardo e veneto era stata presa sotto gamba, due anni fa, quando Maroni e Zaia presentarono il referendum. La politica lo sottovalutò, il potere ne rise, la stampa lo snobbò, a eccezione di Libero, che lo cavalcò dal primo minuto.

Poi la votazione fu un successo, alla richiesta di autonomia si associò anche la rossa Emilia-Romagna, a guida Pd, e ora pure Liguria, Piemonte e Marche si sono messe in fila per ottenere più poteri. Dal niente è partita una potenziale rivoluzione della struttura dello Stato.

I vescovi sostengono che essa disintegrerà il Paese, renderà Roma e aumenterà il divario tra Nord e Sud.

In realtà il decentramento di poteri, funzioni e disponibilità economiche si rivelerebbe un toccasana per tutto il Paese, senza togliere risorse alle Regioni meno ricche. Ma a questo fanno fatica pensare un pò tutti.

Un dato su cui bisognerebbe riflettere è questo. L’Italia è afflitta da debito pubblico in costante aumento, divario Nord-Sud in crescita, paralisi dello Stato centrale. Peggio di così, non può andare.

Il centralismo non ci ha aiutato e non ha giocato a nostro favore, l’ autonomia regionale è una risposta. In Germania e Spagna è andata bene. Perché non provarci anche noi? Cari vescovi, perseverare è diabolico, provarci dovrebbe essere un comandamento.

Fonte: Libero

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