“Quel processo? L’accusa non regge e vi svelo perché”. Becchi e la verità su Salvini.

Becchi torna a parlare di Salvini e del caso Diciotti. Vi sono infatti stati in passato altri casi di ministri per i quali era stata chiesta l’ autorizzazione a procedere.

Ma mai nessun ministro ha dovuto rispondere per fatti compiuti nell’esercizio legittimo delle sue funzioni.

Di che cosa è accusato Salvini? Secondo il Tribunale dei Ministri di Catania il ministro dovrebbe rispondere del reato di sequestro di persona, punito dall’ art. 605 del codice penale, aggravato perché il fatto sarebbe stato compiuto da un pubblico ufficiale «con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni».

Ora sotto il profilo penale non ha alcun senso dire che questa specifica condotta imputata a Salvini possa essere estesa all’ intero governo, perché la responsabilità penale è personale. Ma il punto su cui vogliamo insistere è un altro. Regge l’ accusa mossa a Salvini sotto il profilo squisitamente penale?

Ora, poiché si possa giungere ad una condanna in sede penale, devono sussistere sia l’ elemento “oggettivo” che quello “soggettivo” del reato. Mentre il primo elemento potrebbe in astratto configurarsi – i migranti per cinque giorni non son potuti sbarcare -, il secondo è inesistente. Vediamo perché. Nella condotta punita dall’ art. 605, l’ elemento soggettivo sussiste quando c’ è la consapevolezza dell’infrattore di infliggere alla vittima una illegittima privazione della libertà personale.

La Corte di Cassazione, con sua pronuncia n. 1808 del 2003 (sesta sezione penale), ha chiarito questo punto stabilendo che si deve escludere la configurabilità del reato nel caso in cui la privazione della libertà costituisca il risultato di una condotta che, «sebbene oggettivamente illegittima, sia contrassegnata soggettivamente dalla finalità di realizzare l’ esercizio di un potere del quale l’ agente sia legittimamente investito e non si caratterizzi come comportamento privo di ogni legame con l’attività istituzionale».

Il punto è questo. Se il processo si facesse, in corso di dibattimento l’ accusa non reggerebbe. Perché Salvini, spiega Becchi, ha svolto ciò che rientrava nella finalità dell’ esercizio di un potere in quanto ne era legittimamente investito.

E la sua attività istituzionale è quella di garantire la sicurezza nazionale, che lascia ampio spazio di discrezionalità all’ azione dei membri del governo.

In breve? Becchi spiega che Salvini si troverebbe a dover rispondere di un reato che nel suo caso non esiste e non ha commesso.

Insomma, la magistratura è più interessata ad avere un processo politico. E allora la politica lo blocchi.

Fonte: Libero

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