I pm sul caso senza precedenti. Ora nel mirino delle toghe ci finisce la Guardia Costiera. L’accusa pesantissima.

Nel mirino della magistratura ora anche la Guardia costiera. La Procura di Agrigento ha inviato il fascicolo, alla Procura di Roma per verificare tutte le condizionali del caso.

L’ipotesi di reato è pesantissima: omissione di soccorso per il naufragio del 18 gennaio scorso in cui persero la vita 117 persone.

Si ritiene che degli ufficiali quel giorno furono informati sull’esistenza di un gommone che stava affondando dal 41esimo stormo dell’Aeronautica militare di Sigonella, che lanciò ai migranti due zattere.

Solo diverse ore dopo, un elicottero della Marina italiana issò con il verricello gli unici tre migranti trovati ancora in vita, due aggrappati alle zattere, uno in acqua. “I trafficanti ci imbarcavano a dieci a dieci – hanno raccontato al pm Salvatore Vella – A 120 hanno dato ordine di partire. In spiaggia sono rimaste otto donne, che non avevano pagato tutto il biglietto, e che così si sono salvate”.

Secondi i pm di Agrigento quei migranti si sarebbero potuti salvare se i soccorsi fossero stati veloci. Mentre i immigrati senza salvagente sono rimasti in mare per ore.

Nonostante il naufragio sia avvenuto in zona Sar libica, secondo la legge, fino a quando l’autorità Sar competente non assume il coordinamento dei soccorsi, la responsabilità è di chi per primo viene a sapere che c’è un’imbarcazione in pericolo. Nel caso specifico, la sala operativa della Guardia costiera di Roma.

Come andrà a finire?

Fonte: Libero

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