Vietato dire “clandestini” Lega condannata e Salvini furioso. Cosa accade.

Vietato utilizzare la parola clandestino.

La ragione? Perchè “espressione dal carattere denigratorio e discriminatorio”.

Con questa motivazione un giudice del Tribunale di Milano ha condannato la Lega a pagare 14mila euro per i manifesti “Saronno non vuole clandestini”, in merito all’arrivo di 32 profughi in una struttura vicino alle scuole.

Le associazioni di volontariato pro immigrati sono state così accontentate.

“Il termine ‘clandestino‘ ha una valenza denigratoria e viene utilizzato come emblema di negatività. È idoneo a creare un clima intimidatorio (implicitamente avallando l’idea che i ‘clandestini’, non regolarmente soggiornanti in Italia, devono allontanarsi)”.

E il giudice scrive ancora: “Emerge con chiarezza la valenza gravemente offensiva e umiliante di tale espressione, che ha l’effetto non solo di violare la dignità degli stranieri, richiedenti asilo, appartenenti ad etnie diverse da quelle dei cittadini italiani, ma altresì di favorire un clima intimidatorio e ostile nei loro confronti”.

E la reazione di Salvini è chiara: “C’è qualcuno che, oltre ad imporci un’immigrazione fuori controllo, vuole imporci anche una nuova lingua italiana. E dunque, io continuerò a pronunciare la parola messa al bando”. ”Siamo alla follia”, aggiunge Salvini; “si perseguono gli italiani e i vocaboli usati. Io sono andato a controllare sulla Treccani il termine, onde evitare fraintendimenti… Basta leggere un dizionario della lingua italiana”.

Il sindaco di Saronno ha espresso la sua meraviglia per la condanna subìta:

“Siamo alla censura di stampo comunista. Se non la pensi come loro, vieni condannato. Se la parola in questione è proibita, cancellatela dal vocabolario. Chi entra nel nostro Paese senza avere titolo per farlo, senza documenti o visti, è un clandestino”.

Eppure la sentenza pare negare anche questa ovvietà: “Gli stranieri che fanno ingresso nel territorio dello Stato italiano, perché temono a ragione di essere perseguitati o perché corrono il rischio effettivo in caso di rientro nel paese d’origine di subire un grave danno, non possono considerarsi irregolari e non sono, dunque, ‘clandestini'”

“Questo è un processo politico nei confronti di chi, come la Lega, è contrario a questa immigrazione – aggiunge Fagioli -. Se una persona scavalca un muro di cinta ed entra in una proprietà privata posso, almeno dal punto di vista politico, def-.,inirlo un ladro? Assurdo poi argomentare che la parola clandestino avrebbe un’accezione negativa. Esiste ancora la libertà di espre-njnm,

Cosa ne pensi?

Fonte: IlPopulista

Foto credit: IlPopulista