Il monito shock dell’esperta: “svegliamoci o saremo schiavi dell’Islam radicale” mazzata alla sinistra.

Souad Sbai è una giornalista ed esponente della Lega di origine marocchina, finita più volte al centro delle polemiche per alcune affermazioni su Islam e terrorismo.

Intervistata da Il Populista, ha spiegato come mai ritenga pericoloso l’Islam politico:

“Sono estremamente preoccupata. Stiamo agevolando la diffusione e il radicamento dell’islam politico nel nostro Paese, com’è già successo in Danimarca o Gran Bretagna. Stiamo velocizzando un processo che porterà a devastanti conseguenza per la nostra società”.

Un pericolo che l’Italia, a quanto pare, si ostina ad ignorare: “I fondamentalisti si camuffano da moderati, ricorrono alla ‘taqiyya’, ovvero dissimulano moderazione nel linguaggio e nel comportamento. Ma al di là l’apparenza vige un jihadismo sconvolgente. L’Italia si deve svegliare. In Commissione sono stata bloccata proprio perché raccontavo queste verità scomode”.

La leghista ha in mente una soluzione piuttosto chiara, che ha sintetizzato così:

“Bisognerebbe contrastare con assoluta fermezza la Fratellanza Musulmana. Vogliono costruire moschee su moschee, quando nei paesi arabi in realtà, non sono così frequenti come qualcuno potrebbe immaginare. Ci sono molte sale di preghiera, senza imam, ma poche moschee. E quelle integraliste vengono chiuse, mentre qui le aprono. Le moschee dove si svolgono affari illegali e poco chiari vanno chiuse senza esitazione. Chi vuole pregare può utilizzare delle sale apposite oppure pregare a casa, come fanno la gran parte di coloro che aderiscono a una religione. La moschea serve per fare rete, per preparare il terreno alla guerra. Il loro obiettivo è governare, occupare il territorio”.

Ma la prospettiva illustrata non è per nulla rincuorante:

“Il 60% delle bambine magrebine di religione islamica non va a scuola: poi ci si stupisce delle donne di seconda generazione che vogliono compiere attentati, come il caso della 22enne di Milano espulsa per terrorismo. Le commissioni parlamentari dovrebbero occuparsi di questo. Chi ha deciso di vivere in Italia deve seguire le regole. Chi non ha intenzione di integrarsi, prenda un aereo e vada in un altro paese. Se non poniamo dei limiti ora, domani i nostri figli vivranno in una situazione ingestibile e saranno schiavi di questa gente. E io non voglio che ai miei figli succeda questo”.

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Fonte: IlPopulista

Foto credit: Libero