Mentre i vescovi in Europa stanno con Salvini … in Italia arrivano a fare il botto.

Buona parte dei vescovi nostrani con buona pace del Papa si schierano contro la linea dura di Salvini.

Addirittura Bergoglio ha messo in guardia coloro che operano sul fronte delle relazioni internazionali: gli egoismi delle istanze nazionalistiche stanno mettendo in crisi il multilateralismo.

Ma la situazione è diametralmente opposta se ci si sposta dalle parti di Visegrad: ciò che vale per la Conferenza episcopale italiana non è condiviso da altri episcopati.

La Chiesa ungherese è appiattita su Viktor Orbàn. L’arcivescovo Kocsis ha persino dichiarato in pubblico che i migranti vanno aiutati a casa loro. No, non era stato invitato a un comizio di partito. L’episcopato polacco è il più tradizionalista in assoluto.

Basterebbe tener presente il numero di volte che i vescovi incaricati in Polonia sono stati attaccati da consacrati progressisti per aver organizzato e sostenuto il “rosario al confine”, quello che vorrebbe mettere al riparo l’Europa dalla crisi identitaria e dalle aperture a flussi indiscriminati.

Medesimo discorso può essere adottato per la Repubblica Ceca, dove il cardinale Dominik Duka non è gradito a chi ritiene che la Chiesa cattolica non possa prendere posizioni così restrittive rispetto alla gestione dei fenomeni migratori. E che non possa essere così allineata a un esecutivo populista.

Addirittura Dominik Duka, arcivescovo di Praga, ha apertamente criticato la visione di Bergoglio sull’accoglienza. Dalle parti nostre non esiste yutto questo. Anzi.

Se gli episcopati dell’Est si spostano verso l’area sovranista, l’episcopato italico ha in mente di costituire un partito antipopulista.

Come andrà a finire secondo voi?

Fonte: Il Giornale

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