La sinistra accusa Salvini: senza umanità. Ma quello che succedeva con Renzi lo diementicano? Dettagli choc.

L’assessore di Milano Majorino ha condiviso nomi e storie di tre migranti “finiti per strada” e “rintracciati dagli operatori che gestiscono i centri per senzatetto”, forse dimenticando qualche dettaglio.

Secondo l’assessore è tutta colpa del decreto Salvini. Ma forse Majorino ha dimenticato che di migranti senzatetto Milano ne aveva in quantità anche quando al governo c’era Renzi e Sala prometteva di ripulire le periferie.

Era il luglio del 2016 quando una trentina di immigrati pakistani e afghani trasformarono un cavalcavia della tangenziale Est milanese nella loro casa. Erano abbandonati a tutto e da tutti, anche dal precedente sistema di accoglienza tanto difeso dalla sinistra.

Attendevano il riconoscimento dello status di rifugiato, avevano vissuto in un centro di accoglienza, avevano i documenti con la richiesta di asilo eppure dormivano in strada. Di casi ne esistono a decine, forse centinaia. Eppure non c’era alcun “decreto Salvini” a buttarli fuori dai centri profughi. Il sistema funzionava già così.

Proviamo a spiegare. La sinistra accusa il decreto di “cacciare” i titolari di protezione umanitaria (soggiorno di breve periodo) dai centri di seconda accoglienza (Sprar), ora riservati ai titolari di protezione internazionale (soggiorno di lungo periodo). Il dl in realtà prevede che gli “umanitari” e i richiedenti già presenti nei centri Sprar continuino a rimanerci, così come in futuro potrà accedervi comunque chi soffre di particolari situazioni di criticità.

Oggi invece la seconda accoglienza sarà riservata solo ai ‘veri’ profughi e non anche ai semplici richiedenti asilo, per i quali lo Stato spendeva tanto denaro per poi scoprirli inidonei ad ottenere una forma di protezione internazionale.

La domanda è: vero che i titolari di protezione umanitaria “finiscono per strada” per gli “effetti della legge Salvini”? No. In passato accadeva anche di peggio.

Nel caos della sinistra, infatti, non erano solo molti richiedenti asilo a rimanere fuori dalle strutture, ma anche i veri profughi. Questi, una volta ottenuti i documenti regolari, si ritrovavano abbandonati a se stessi. Che risulta ancora peggio.

Fonte: Il Giornale

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