Ecco come continuano a fregarci coi nostri Soldi. Il centro Accoglienza fa di tutto per i Migranti!

A Prato accade di tutto ormai, ecco la frode del Centro accoglienza. E ora addirittura il presidente finisce ai domiciliari.
Accuse pesanti come macigni, considerando soprattutto che si tratta di una ONG: un pasto al giorno anziché i tre previsti, pulizie inesistenti e nessun servizio di lavanderia.

Insomma questa è tutta l’accoglienza di cui si riempiono la bocca?
Questo è quello che l’Italia ha da offrire?

Su il Populista leggiamo:

Altro che “accoglienza, accoglienza!”. Soldi sulla pelle degli immigrati. Lo ipotizza la Procura di Prato. E finisce agli arresti domiciliari la presidente del Consorzio Astir, Loretta Giuntoli, e interdizione per 9 mesi dalla professione per i legali rappresentanti della cooperativa Humanitas, Roberto Baldini e Alberto Pintus. La notizia è stata data ieri dal quotidiano fiorentino La Nazione, che ha scritto: “Sono le misure cautelari disposte nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Digos della Questura di Prato e coordinata dalla Procura della città toscana, sulla gestione di otto Centri di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo a Prato, Carmignano e Poggio a Caiano”.

Il quotidiano racconta di richiedenti asilo talmente allo stremo da essere stati costretti a recuperare le lenzuola dalla spazzatura per coprirsi e ad accendere fuochi in giardino per cucinare. “I tre indagati devono rispondere dell’accusa di frode nelle pubbliche forniture, mentre Loretta Giuntoli anche di minacce a tre dipendenti del consorzio sentiti dalla polizia durante le indagini. Coinvolte le cooperative Humanitas, Astirforma e Verde Mela, tutte facenti capo al Consorzio Astir”, scrive il giornale.

Nel corso di una conferenza stampa, il procuratore capo di Prato, Giuseppe Nicolosi, ha spiegato che sarebbero state accertate dagli investigatori gravi irregolarità nella fornitura dei servizi ai profughi: un pasto al giorno anziché i tre previsti, pulizie inesistenti e nessun servizio di lavanderia. La parola passa adesso alla Magistratura. Attendiamo la replica dei diretti interessati.

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Foto Credits: Il Populista