Il governo mette le mani sull’Inps e fa fuori definitivamente Boeri: cambiamenti clamorosi.

La fine dell’era Boeri coinciderà con una piccola riforma dell’Inps.

Per il vertice dell’istituto di previdenza ci sarà un cambio: da monocratico tornerà ad essere collegiale, gestito da un consiglio di amministrazione.

E’ da escludere, dunque, una riconferma per l’attuale presidente che, tra l’altro, si appresta a concludere il suo mandato.

I rapporti con l’attuale governo giallo-verde hanno inevitabilmente escluso ogni possibilità di continuare. Le critiche sulla riforma Quota 100 non sono proprio andate giù a Matteo Salvini.

Come sottolineato da Il Giornale: “I due commi del decreto che cambieranno il vertice dell’istituto che muove ogni anno più di 400 miliardi di euro prevedono l’abrogazione delle disposizioni contenute nella legge del 2010 che istituiva il commissario e poi il presidente unico per l’istituto e la fine del consiglio di amministrazione.”

Una scelta del governo del Cavaliere, che mira a porre l’istituto sotto il controllo della politica.

Il secondo comma del decreto pensioni prevede che il tutto avvenga «senza comportare nuovi o maggiori oneri» a carico dello Stato.Un decreto dei ministeri del Lavoro e dell’Economia stabilirà gli emolumenti del nuovo presidente e del Cda, che saranno finanziati con tagli ai costi di funzionamento dello stesso Inps.

Le nomine avverranno con gli stessi criteri degli enti pubblici e il governo potrà esprimere i consiglieri, magari tagliando tranquillamente l’opposizione, data la maggioranza di cui godono M5s e Lega.

Le polemiche, però, iniziano a concretizzarsi e divengono delle manifestazioni in piazza.

Attenderemo la rivalutazione degli assegni sulla base della legge del 2000 e capiremo se il malcontento di molti sia superato oppure no.

Fonte: IlGiornale

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