Ultim’ora sulla manovra: è caos al Senato tra urla e risse. Ecco com’è andata a finire.

La maratona in Senato sembrava non avesse fine.

Finalmente, però, dopo urla, risse, pianti e scontri, c’è stato il via libera con 163 voti favorevoli, 68 contrari e due astenuti alla manovra economica.

Ora toccherà alla Camera per l’approvazione definitiva.

Nel testo ci sono gli ultimi dettagli scaturiti dagli accordi con la Commissione Europea e le decisioni finali del governo giallo-verde.

Nonostante gli attacchi di Forza Italia e Partito Democratico, il governo incassa la fiducia sul maxi emendamento, sebbene ci siano state pesanti accuse di “comportamento incostituzionale” da parte di molti.

E le opposizioni sono state così forti che si è parlato di ricorso alla Corte costituzionale. L’apice della tensione in Aula si è registrata quando i dem si sono avvicinati ai banchi del governo, sfiorando così la rissa.

Casellati ha dovuto sospendere per qualche minuto.

Anche l’ex premier Matteo Renzi si è fatto portavoce degli attacchi alla maggioranza:
“È la retromarcia dei populisti… alla fine la realtà ti presenta sempre il conto. Potete ingannare tutti per qualche tempo, e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre”.

Tra i cambiamenti ci sono due novità che hanno fatto storcere il naso a tutti. Riguardano le graduatorie della pubblica amministrazione, prorogate con alcuni paletti, e un’altra toglie la misura che imponeva una stretta agli autisti con conducente, gli Ncc.

Nonostante le polemiche scatenatesi, c’è da portare a casa una manovra che non vedrà il via libera definitivo la prossima settimana.

I giorni 27-28-29 saranno cruciali.

Fonte: IlGiornale

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