Ora si abbatte sull’Italia anche la profezia di Savona. Tra poco ecco cosa accadrà.

Il Ministro Savona teme il peggio. Dopo il patto con l’Europa, il ministro prevede una crescita dello 0,8% per il 2019, se gli investimenti non si faranno.

Il titolare del dicastero per gli affari europei, sulle colonne di Milano Finanza, si è augurato che venga messo in campo un grande piano di investimenti per aiutare una ripresa che non si vede affatto.

Anzi Savona teme che il primo semestre del 2019 possa dare uno 0% di variazione sul 2018. E anhe nel più ottimistico rapporto dell’ufficio parlamentare di Bilancio si teme che l’incertezza dei mercati porti con sé dei “rischi di revisione al ribasso”, soprattutto se si pensa a ciò che ci aspetta nel 2020 e nel 2021. In questo biennio, infatti, il contenimento del deficit, si legge su Libero, sarà affidato esclusivamente alle calusole di salvaguardia sull’ Iva e sulle accise che garantiranno incassi per 23,1 e 28,8 miliardi.

Solo così il deficit potrà essere del’ 1,8% nel 2020 e del’ 1,5 nel 2021. Senza queste clausole, invece, si rischia di superare il 3% imposto con le regole di Maastricht. Un aumento del deficit porterà inevitabilmente a un aumento del debito che in rapporto al Pil “riprenderebbe a salire sia pure leggermente” in questo biennio. Aumentando Iva e accise il Pil, invece, diminuirà al 128,2% del Pil nel 2021 rispetto al 131,7 di quest’ anno.

Ma il governo non è di questo avviso. Prevede invece una crescita dell’1% per il 2019 nonostante il taglio a 3,6.

Ma come dice Salvini: è solo l’inizio. Ci auspichiamo che l’Italia affronti il nuovo anno con prospettive più rosee.

Fonte: Il Giornale

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