Ratzinger? Costretto a dimettersi poichè era contro immigrazione e islam. Bomba sul Vaticano.

L’operato di Papa Francesco, per quanto apprezzato, è contestato soprattutto per le frontiere aperte su cui predica ininterrottamente da mesi.

Opinioni a parte, a destare clamore è la differenza con il suo predecessore Benedetto XVI, il quale ammoniva sul rischio islamico, sui danni del relativismo e dell’illuminismo.

E’ molto probabile, infatti, che sia stato costretto a dimettersi proprio per questo.

Nella sua biografia La Mia Vita, Joseph fornisce ulteriori dettagli circa la sua mentalità sull’illuminismo e il laicismo: “Una confusa ideologia della libertà conduce a un dogmatismo che si sta rivelando sempre più ostile verso la libertà”. [L’Europa di Benedetto, Joseph Ratzinger, Edizioni Cantagalli, pagg. 41-43]

La cultura illuminista, che pretende di essere universale e si sente compiuta in se stessa, fa sentire i suoi pesanti effetti quando si tratta di decidere confini e diritti, la cultura, la capacità di interiorizzare e contestualizzare la conoscenza, che ci rende liberi; ma non basta; per essere davvero noi stessi, per essere prima di tutto persone, per dare pieno compimento al nostro progetto di vita, cerchiamo una tensione al trascendente che dia un senso alla vita, la “follia“, quando non si crede o ci si professa agnostici, di “fare come se Dio esistesse”. [Blaise Pascal]

Queste riflessioni, applicate al dibattito sulle radici cristiane dell’Europa, forniscono una chiara visione sulla crisi profonda delle culture su cui lui vuole porre l’accento.

E così Benedetto spiega:

“Questa cultura illuminista sostanzialmente è definita dai diritti di libertà come un valore fondamentale che misura tutto: la libertà della scelta religiosa, che include la neutralità religiosa dello Stato; la libertà di esprimere la propria opinione, a condizione che non metta in dubbio proprio questo canone; l’ordinamento democratico dello Stato, e cioè il controllo parlamentare sugli organismi statali; la libera formazione di partiti; l’indipendenza della magistratura; e infine la tutela dei diritti dell’uomo e il divieto di discriminazioni. È evidente che questo canone della cultura d’ingresso nella moderna Europa”.

Dopodichè osserva: “Entrambe queste caratteristiche (universalità e compiutezza) si vedono chiaramente quando si pone la questione su chi possa diventare membro della Comunità europea, e soprattutto nel dibattito circa l’ingresso della Turchia in questa Comunità. Si tratta di uno Stato, o forse meglio, di un ambito culturale, che non ha radici cristiane, ma che è stato influenzato dalla cultura islamica. Ataturk ha poi cercato di trasformare la Turchia in uno stato laicista, tentando di impiantare il laicismo maturato nel mondo cristiano dell’Europa su un terreno musulmano. Ci si può chiedere se ciò sia possibile: secondo la tesi della cultura illuminista e laicista dell’Europa, soltanto le norme e i contenuti della stessa cultura illuminista potranno determinare l’identità dell’Europa e, di conseguenza, ogni Stato che fa suoi questi criteri, potrà appartenere all’Europa. Non importa, alla fine, su quale intreccio di radici questa cultura della libertà e della democrazia viene impiantata”. [L’Europa di Benedetto, Joseph Ratzinger, Edizioni Cantagalli, pag. 45]

Abbiamo smarrito l’essenza della nostra storia e della nostra cultura proprio come diceva Papa Ratzinger?

Questo fa pensare che le dimissioni di Benedetto siano state un “pò spinte”.

Tu cosa ne pensi?

Fonte: IlPopulista

Foto credit: IlPopulista