Scandalo al giornale tedesco anti-Italia. Fake news da 7 anni contro di noi: ecco le prove

Il settimanale tedesco Der Spiegel, noto per le sue posizioni anti-italiane, ha spesso suscitato polemiche in Germania e in tutta Europa contro l’Italia.

Il problema è che spesso queste polemiche, con tanto di articoli con massima diffusione, sono frutto di invenzioni dei giornalisti. In particolare di Class Relotius, che sulle bufale anti-italiane ha costruito una vera e propria fortuna.

È dalla sua penna, infatti, che siamo stati definiti mendicanti, mafiosi, ricattatori, un popolo di “Schettino”. Il tutto accompagnato da prime pagine malfatte e ricche di stereotipi.

Peccato che adesso il burlone Spiegel sia costretto a fare i conti con le bufale propinate ai lettori per sette lunghi anni. Perché proprio di notizie inventate di sana pianta da un suo redattore di punta si tratta. Class Relotius, nominato addirittura “giornalista dell’anno” dalla Cnn nel 2014, ha infatti ammesso di aver scritto sul settimanale anti-italiano svariate fake news. Relotius ha proprio confessato di aver falsificato e inventato storie in almeno 14 articoli su 60 da lui firmati.

Balle che lo scorso anno avevano fatto ottenere al giornalista dello Spiegel pure il “Premio della stampa europea”. Una grande penna che nel 2012 per la Zeit partorì un bel reportage sui “profughi che salvano Riace dal declino”. Un’apologia dell’operato del sindaco Mimmo Lucano che giusto un ineffabile giornalista come Relotius poteva realizzare.

Secondo la redazione di Der Spiegel, che ha reso noto il tutto, quello raggiunto con le bufale dichiarate dal suo reporter di punta è “il punto più basso della nostra storia lunga oltre settant’anni”. A noi in realtà sembrava ne avessero già toccati tanti di punti bassi. Vero è che quando si pensa di aver toccato il fondo, si può sempre scoprire di poter ancora sprofondare nei bassifondi.

Finendo per “mendicare” notizie false e truffare i lettori. Non ci resta dunque che augurare al settimanale tedesco un bel bagno di umiltà, fosse mai che le chiare fresche e dolci acque lo portino a riconsiderare l’Italia. Quella che dei barbari giudizi, in ogni caso, se la ride.

Vedremo se e come il giornalista illuminato pagherà. Di certo c’è che, ancora una volta, non abbiamo nulla da imparare dai tedeschi quando si rivelano essere bugiardi e supponenti contro il nostro paese.

Fonte: Il Primato Nazionale

Fonte foto: Meedia