La storia infinita dell’estradizione di Cesare Battisti. Ecco dove sarebbe fuggito

L’estradizione di Cesare Battisti, terrorista rosso italiano, dal Brasile acquisisce sempre di più i toni della telenovela. Una sequela di eventi senza fine, per la quale si attende una soluzione.

Con l’elezione del presidente brasiliano di destra, Jair Bolsonaro, la strada dell’estradizione sembrava già segnata. Ed in effetti Bolsonaro ha mantenuto la parola, o per lo meno, si è attivato per mantenerla.

Il problema è che all’indomani delle elezioni, Battisti è sparito, si è dato latitante. Così è stato spiccato un mandato di arresto con il quale poterlo cercare e fermare, ma il terrorista rosso ha preceduto la mossa della polizia brasiliana fuggendo per tempo, probabilmente in Bolivia.

Non smette mai di stupire la vicenda (infinita) della riconsegna del terrorista omicida Cesare Battisti all’Italia. Da una decina di giorni ha fatto perdere le sue tracce, per evitare che l’ordine di cattura di un giudice brasiliano lo colpisse dopo la promessa del neopresidente carioca Jair Bolsonaro di consegnarlo al nostro Paese. Ora Cesare Battisti “potrebbe essere in Bolivia”.

A dichiararlo nella tarda giornata di ieri è stato l’ex giudice brasiliano Walter Maierovitch, già a capo del programma antidroga del paese. Parlando con l’emittente CBN Maierovitch ha detto di essersi consultato con alcuni dei suoi contatti nel servizio di intelligence. Tali contatti “sono convinti…che Battisti sia in Bolivia”. Le stesse fonti inoltre, secondo Maierovitch, “ritengono che Battisti sia visto favorevolmente dal vicepresidente boliviano Alvaro Garcia Liniera.

L’emittente brasiliana Globo ha invece diffuso la notizia che la polizia federale avrebbe avviato contatti con i legali dello stesso Battisti per negoziare una sua resa. il messaggio passato ai legali è stato che l’italiano potrebbe consegnarsi in modo discreto, per non causare “grandi scandali”.

Gli avvocati di Battisti, scrive ancora G1, hanno risposto di non aver avuto contatti con il loro cliente da quando il Supremo tribunale federale (STF) ha ordinato il suo arresto, quindi di non potergli riferire la proposta.

Insomma, una faccenda annosa la cui soluzione è potenzialmente ancora molto lontana. Staremo a vedere, nella speranza di novità a stretto giro.

Fonte: Libero

Fonte foto: Il Fogliettone