La furbata del governo per raggire l’Ue fa godere gli italiani, si reclama la guerra alla Commissione.

La manovra di bilancio italiana è stata finalemente formulata, eppure l’ok ufficiale di Bruxelles non è ancora arrivato.

Ci sono grandi dubbi sulla sua riformulazione, ed è molto probabile che oggi ognuno commenterà a suo modo, lasciando margini per il domani, nel bene e nel male. E questo vale sia per l’Europa che per l’Italia.

Nonostante ieri si sia parlato di un accordo tra Conte e Juncker c’è ancora chi ritiene sia necessario incrociare le dita, poichè il 2,04% potrebbe andare bene, ma l’Europa non si fida del tutto.

Sebbene per molti, per regioni di marketing, sia una “trovata geniale” quello 2,04 rispetto al 2,4% formulato in precedenza, per altri il quadro resta comunque problematico.

I malcontenti, però, ci sono ancora, come dimostrano le parole dell’economista della Lega Borghi:

“Noi è il suo rimprovero non dovevamo scendere sotto il 2,2% nel rapporto deficit/Pil, così poi avremmo potuto giocare sul consuntivo. Ma se partiamo, nei fatti, dal 2% la Commissione non ci darà quei margini”.

E c’è chi come Dario Galli, il viceministro dello Sviluppo, che giocherebbe duro con la Commissione:

“Se Bruxelles vuole il 2% – si infervora e non il 2,04, diamoglielo, dicendoci che ci fanno pena. Anche perché poi i conti si vedranno nel consuntivo che non arriverà prima del 2020. E a quel punto a Bruxelles non ci saranno personaggetti come Juncker, Moscovici, o quel Dombrovskis che fa la voce grossa quando rappresenta un Paese che dà appena 200 milioni alla Ue. No, nel 2020 ci sarà un’altra Europa e, magari, in Commissione ci sarà Salvini. Perché non abbiamo accettato l’1,9% che ci chiedeva la Ue e giocato la partita tutta sul consuntivo? Perché, come sull’immigrazione, Salvini doveva dimostrare alla gente del bar che sa fare la voce grossa con la Ue. E nelle urne il voto di un cliente del bar vale quello di Monti”.

Fonte: IlGiornale

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