Don Biancalani al vetriolo contro Salvini, gli immigrati occupano la chiesa. Ecco la situazione

Il decreto sicurezza fortemente voluto da Salvini è entrato in vigore e si sentono i primi effetti. Il passo indietro sul permesso umanitario (un’anomalia tutta italiana) porta diversi migranti a dover abbandonare gli Sprar.

Questo li porta a cercare un nuovo posto dove stare, che dalle parti di Vicofaro (provincia di Pistoia) vuol dire andare nella chiesa di Don Biancalani. Che si sfoga contro la legge e contro Salvini.

In buona sostanza, ci troviamo di fronte ad un prete che si ritiene al di sopra della legge, criticando le scelte del governo (che, per carità, è legittimo) e chiudendo gli occhi davanti al buon senso.

Vicofaro, come dice il religioso, sta indiscriminatamente continuando ad accogliere, ma la capienza degli spazi messi a disposizione comincia pian piano a scarseggiare. “Da noi arrivano due-tre persone a sera. Situazione insostenibile, non abbiamo più spazio. Gli ultimi spazi rimasti sono quelli della chiesa, dello spazio liturgico, con alcune decine di persone.

Una volta finito quello spazio lì, siamo impossibilitati, oggi ci sono circa 120 persone. Abbiamo fortunatamente una chiesa grandissima, ma abbiamo all’interno dell’aula liturgica 50 persone”.

Se da una parte il parroco pistoiese guarda con speranza ed ammirazione al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che pochi giorni fa ha manifestato la chiara intenzione di voler continuare a garantire assistenza agli stranieri, si dimostra invece scettico ed assai critico nei confronti del governo italiano. “È una politica di bassissimo profilo anche culturale, furba, si approfitta di tutto. Certi movimenti hanno poco a che fare con la dottrina sociale della Chiesa. Basta confrontare le parole del papa con quello che viene fatto a livello politico”.

L’attacco prosegue poi con una denuncia vera e propria. “Sono quelle forze che poi si riversano in Fratelli d’Italia, nella Lega, o in movimenti come Forza Nuova. Esistono oggi delle contraddizioni vere che indispongono prima di tutto noi che siamo preti”.

Il paladino dell’accoglienza del senza se e senza ma, non c’è che dire. Fortuna che non è lui a fare le leggi in Italia. Se ne farà una ragione.

Fonte: Il Giornale

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