Il piddino si ridicolizza da solo. Naufraga ancora. Ecco cosa ha combinato questa volta.

Matteo Renzi alle prese con il Rinascimento sembra un avatar, o come qualcuno che cerca di vendere prodotti alla tivù.

La recitazione è legnosa, costretto a leggere il gobbo non possedendo la materia, scioltezza pari a zero.

E anche lo story telling non convince, Renzi evita ogni approfondimento, privilegia l’aneddoto e cade spesso in rievocazioni personali o in considerazioni politiche tra il nostalgico e l’egocentrismo, quasi facendo il paragone tra sé e i protagonisti della storia fiorentina, considerandosi ultimo di quella schiatta.

«Firenze secondo me», la docu-serie prodotta da Lucio Presta, in 4 puntate sulla bellezza della città di cui Renzi è stato sindaco, fin dall’inizio non ha avuto vita facile; avrebbe dovuto essere mandata in onda da Mediaset, invece è entrata solo nella programmazione della Nove.

La domanda è perché un ex presidente del Consiglio, ex segretario del più storico dei partiti italiani, decide di mettersi a fare il conduttore televisivo. Perché, incurante del ridicolo, decide di misurarsi nel genere più complesso, quello della divulgazione culturale. Perché, infine, decide di erodere fino al limite il consenso politico che pure ha avuto.

Non ci sono risposte, ovviamente. Ogni progetto sembra naufragare. Con che cosa ci delizierà la prossima volta il piddino?

Secondo voi, quale potrebbe essere il nuovo progetto all’orizzonte? Sempre che non tracrolli prima del tempo.

Fonte: Il Giornale

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